La ricerca svolta, per il modo attraverso il quale sono state raccolte
le informazioni, è servita anche a tentare di evidenziare quali
aree tematiche siano maggiormente all'attenzione degli sviluppatori
dei siti regionali (e dei loro responsabili gerarchici e politici).
Costruendo un rapporto fra le singole parti ed il livello informativo
complessivo del totale dei siti, è possibile classificare le
informazioni in funzione del loro peso relativo sull'insieme delle
quantità effettivamente "erogate".
Il valore assoluto non è rilevante. La partecipazione di ogni
area è fornita meglio dalla distribuzione percentuale dell'informazione
divisa per area tematica sul livello informativo complessivamente
erogato. Detti valori non vanno presi come significativi in sé
ma come strumentali a definire un ordinamento, anche se, naturalmente,
comunque indicano il ruolo dell'attenzione alle problematiche dell'area
cui fanno riferimento.
Tab. 1 - Distribuzione percentuale media dell'informazione
divisa per area tematica sul livello informativo complessivamente
erogato
| Aree
tematiche |
% |
| Formazione
professionale e lavoro |
22,52%
|
| Cultura
e Turismo |
21,59%
|
| Territorio
e Ambiente |
17,85%
|
| Agricoltura |
12,72%
|
| Sanità
e Politiche Sociali |
9,68%
|
| Servizi
alle Imprese (sportello unico) |
7,35%
|
| Commercio |
3,03%
|
| Trasporti |
2,10%
|
| Servizi
al cittadino |
1,75%
|
| Decentramento
e autonomie locali |
1,40%
|
| Totale |
100,00%
|
La tabella precedente infatti mostra come l'attenzione maggiore sia
concentrata sui primi tre temi (Formazione Professionale e Lavoro,
Cultura e Turismo, Territorio e Ambiente) mentre gli altri sono via
via meno rilevanti, fino al Servizi al Cittadino ed al Decentramento
amministrativo, la cui presenza è praticamente solo simbolica.
La tabella 2 e la tabella 3 sono invece indicative del livello medio
di "completezza" informativa di ogni area tematica, calcolato
non sulla base del livello informativo complessivo effettivamente
erogato, ma su quella del livello informativo potenzialmente erogabile.
Come già detto, il metodo di rilevazione a matrice, basato
sulla duplice suddivisione per aree tematiche e criteri selettivi,
offre la possibilità di verificare non solo la presenza o meno
dell'informazione, ma anche il suo dettaglio e talvolta la sua struttura,
e di verificarne dunque in qualche misura il grado di completezza
e di soddisfazione.
Tab. 2: Livello medio di "completezza" informativa
di ogni are tematica, calcolato sulla base del livello informativo
potenzialmente erogabile
| Aree
tematiche |
% |
| Cultura
e Turismo |
26,43%
|
| Agricoltura |
19,46%
|
| Formazione
professionale e Lavoro |
17,23%
|
| Servizi
alle Imprese (sportello unico) |
15,00%
|
| Territorio
e ambiente |
13,66%
|
| Sanità
e Politiche Sociali |
11,86%
|
| Servizi
al cittadino (sportelli virtuali) |
10,71%
|
| Commercio |
9,29%
|
| Decentramento
e autonomie locali |
8,57%
|
| Trasporti
e viabilità |
4,29%
|
Di nuovo i valori singoli non sono particolarmente rilevanti se non
nella loro differenza e nell'ordinamento che permettono di determinare.
La tabella precedente conferma quanto già notato in precedenza
e cioè che l'attenzione maggiore sta nella diffusione di informazioni
"canoniche" mentre pochissimo è dato ai servizi al
cittadino e ancor meno ai servizi che dovrebbero avere un rapporto
possibilmente quotidiano con la realtà (trasporti). Anche qui
il Decentramento amministrativo gioca un ruolo minimo.
I ragionamenti complessivi, però, non rendono merito a chi
fa davvero e anzi appiattiscono troppo verso il basso, snaturando
parzialmente l'informazione. La tabella seguente serve ad evidenziare
gli scarti dai valori medi e da' un'idea di come l'informazione sia
effettivamente distribuita.
La tabella è costruita riclassificando ogni singolo sito in
funzione del proprio valore espresso per ogni singola area di intervento
secondo uno schema semplificato che indica: alta, media o bassa propensione
al trattamento dell'argomento specifico. La propensione è valutata
alta qualora il sito raggiunga almeno il 40% di informazioni fornite
rispetto a quanto ci si aspetterebbe da un sito "ottimo".
La propensione è valutata media qualora il valore si situi
tra il 15% ed il 40%, altrimenti è valutata scarsa.
E' da notare che un indice di livello informativo superiore al 40%
è da considerarsi generalmente e mediamente soddisfacente,
sia in riferimento alla situazione reale (e dunque a un confronto
meramente relativo tra siti) sia in riferimento all'estremo dettaglio
della metodologia di rilevazione, per cui, anche per motivi strutturali,
si considera difficilmente possibile il raggiungimento di un livello
superiore al 80%.
Tab. 3: Distribuzione della propensione all'area informativa
(in ordine crescente di "scarsa propensione")
| Area
|
Alta
propensione
(> 40%) |
Media
propensione (15%<x>40%) |
Scarsa
propensione
(<15%) |
| Cultura
e turismo |
6
|
7
|
7
|
| Agricoltura |
2
|
9
|
9
|
| Formazione
professionale e Lavoro |
2
|
7
|
11
|
| Servizi
alle Imprese |
2
|
6
|
12
|
| Territorio
Ambiente |
-
|
8
|
12
|
| Sanità
|
1
|
6
|
13
|
| Servizi
al Cittadino |
3
|
1
|
16
|
| Commercio |
2
|
2
|
16
|
| Decentramento
e Autonomie locali |
2
|
2
|
16
|
| Trasporti |
1
|
-
|
19
|
Qui si vede un po' meglio perché le informazioni sono classificate
come esposto nelle tabelle precedenti:
L'area "Cultura e Turismo" svetta, anche perché
(malignamente) supponiamo che sia relativamente facile per chiunque
illustrare le bellezze della propria regione, come se il web fosse
una sorta di rivista illustrata.
Appena si entra nel merito di compiti istituzionali, infatti, la
distribuzione cambia molto: Agricoltura, Formazione Professionale,
Servizi alle Imprese e Sanità sono obblighi "tradizionali"
delle Regioni, quindi, anche se non con alti livelli informativi,
parecchi siti si cimentano. Ma il resto è praticamente dimenticato:
tre siti su quattro NON parlano di Servizi al Cittadino, di Commercio,
di Decentramento e Autonomie locali. E dei trasporti non parla praticamente
nessuno!
(pagina aggiornata al 06/04/2000)