Classe B (basso livello informativo)
I siti considerati di livello basso sono caratterizzati da una forte
e generalizzata povertà informativa.
I contenuti sono di tipo prettamente istituzionale (struttura organizzativa,
attività organi di governo, ecc.) e/o turistico. Raramente altre
aree tematiche sono sviluppate in maniera più articolata; si tratta
inoltre di tentativi piuttosto sporadici e scoordinati nell'ambito
dell'architettura generale del sito, che non sono assolutamente
espressione, in quanto tali, di un livello adeguato di strutturazione
e di catalogazione dell'informazione nel suo complesso.
Il sito si configura sostanzialmente (nella migliore delle ipotesi)
come sito "vetrina" dell'Ente regionale. Il sistema informativo
non fa infatti che fotografare, in maniera più o meno dettagliata
una struttura organizzativa, delle procedure, delle competenze,
dei riferimenti formali, traducendosi così in una scatola che bene
(o male) delinea ruoli e funzioni (interne), ma che poco esprime
in termini di servizi e contenuti.
I messaggi di errore infine, o i link "vuoti", risultano particolarmente
frequenti, soprattutto se confrontati quantitativamente ai contenuti,
indice questo probabilmente di una scarsa attenzione ad una costante
attività di aggiornamento e forse logica conseguenza di un sito
che, essendo quasi interamente dedicato alla comunicazione pubblica
(intesa talvolta nel senso più restrittivo del termine), non sembra
porre tra le priorità le problematiche di controllo e verifica.
Estremizzando, è evidente che i referenti amministrativi e politici,
i documenti istituzionali, quali ad es. gli statuti e/o bilanci,
la struttura organizzativa e più in generale tutto ciò che ha a
che fare con la componente prettamente "istituzionale" dell'ente,
si trasforma e cambia secondo tempi relativamente lunghi. Ne consegue
che un sito che contenga quasi esclusivamente questa tipologia di
informazioni non si ponga per definizione come prioritaria l'attività
di revisione, costante e regolare, del suo sistema informativo e
dei suoi contenuti.
Il (grande) limite dei siti considerati di basso livello non si
manifesta quindi soltanto nella forte scarsità di contenuti informativi,
ma anche e soprattutto nella natura -fondamentalmente statica -
degli stessi.
Il limite di questi siti è in definitiva un limite strutturale;
non si tratta infatti solo di riempire delle scatole spesso vuote,
più spesso inesistenti, ma di costruire queste stesse scatole secondo
un'ottica completamente diversa; non di vetrina ma di servizio,
non di contorno ma di contenuto.
Classe M (livello informativo medio)
All'interno della classe M è stato attualmente inserito un solo
sito. Alcuni al contrario si collocano su posizioni intermedie che
vanno da un livello medio-basso a uno medio-alto.
La distanza che separa i due livelli tuttavia è notevole.
La classe M, in quanto tale, rappresenta infatti idealmente non
tanto il raccordo, quanto il reale punto di rottura o meglio di
svolta di due impostazioni (da un punto di vista architetturale
e contenutistico) lontanissime. In questo senso, gli elementi distintivi
che si evidenziano di seguito, più che caratterizzare un preciso
livello qualitativo (quello intermedio appunto), riflettono una
serie di criticità che influenzano sensibilmente lo standard qualitativo
dei siti, non soltanto a seconda della mera presenza, ma soprattutto
della misura e della frequenza, significativamente maggiore o minore,
con cui tali criticità si presentano.
Al livello M dunque, si collocano siti anche molto differenti da
un punto di vista architetturale e contenutistico, ma caratterizzati,
in maniera più o meno rilevante, da una condizione essenziale: quella
di esprimere un primo tentativo di porsi come interfaccia nei confronti
del cittadino, non più secondo una logica sterile di "vetrina",
ma secondo una, più articolata, di servizio all'utente (cittadino,
impresa, Ente Locale …).
Al suo interno sono presenti, in maniera più o meno dettagliata,
gran parte delle aree tematiche considerate, segno che i settori
di intervento dell'ente sono in qualche modo coinvolti. Tuttavia
l'informazione erogata è talvolta incompleta o frammentata, cioè
non ancora strutturata all'interno di un sistema informativo che
assicuri un panorama per quanto possibile compiuto, coordinato e
articolato su più livelli di riferimento.
I contenuti, sviluppati spesso in maniera circoscritta alla dimensione
locale di competenza (cioè regionale), "dimenticano" quella più
ampia - nazionale e comunitaria - che, per molti settori e temi
in particolare (pensiamo all'agricoltura, ma anche all'industria,
agli incentivi alle imprese, all'occupazione …), sola permette di
ottenere un quadro e una visione d'insieme ragionevolmente esaustiva
dell'argomento trattato. La carenza di link esterni, o meglio, la
loro collocazione sotto forma di elenco asettico non collegato al
tema contestualmente preso in considerazione, non fa che accrescere
questa "parzialità" complessiva.
Paradossalmente (o forse consequenzialmente) può porsi anche il
problema contrario, laddove invece i numerosi link, più che completare
contenuti già esistenti, sostituiscano (per la parte competente)
un vero e proprio "vuoto" informativo interno.
Un'altra importante questione, non necessariamente specifica di
questa classe di siti, è quella legata al sistema di "catalogazione"
dell'informazione, che, al di là della sua maggiore o minore articolazione
o dei suoi contenuti, può, in linea di massima, seguire una logica
di "servizio interno all'Ente" (nel qual caso l'informazione è classificata
sulla base dei servizi/uffici interni all'ente, cioè sulla base
della sua struttura organizzativa o comunque secondo altre logiche
interne), ovvero secondo quella che possiamo opinabilmente definire
una logica di "servizio all'utente", la quale segue un principio
più generale di suddivisione tematica.
E' evidente che, risultando fondamentale non solo la "disponibilità"
dell'informazione, cioè la sua esistenza effettiva sul sito, ma
anche la sua "reperibilità" attraverso meccanismi semplici di ricerca,
qualora il criterio di classificazione scelto nel primo caso e basato
su un'ottica di servizio interno, presupponesse di per sé una conoscenza
di base della struttura organizzativa dell'ente (che noi non diamo
per scontata), la chiarezza e l'efficienza stessa del sistema informativo
nel suo complesso non potrebbero non esserne inficiati.
I siti considerati di livello medio in definitiva, riflettono,
in modo diverso, un'idea, delle forme e dei contenuti che vanno
già nella direzione di un servizio reale, ma che per assolvere a
criteri di chiarezza ed esaustività, devono ancora essere notevolmente
sviluppati.
La vera debolezza (nei casi caratterizzati da un livello medio-basso
in particolare) sta proprio nella frammentarietà di questo tentativo,
nell'assenza di una visione di insieme, articolata, guidata e coordinata,
che esprima, attraverso lo strumento del web, la funzione dell'Ente,
quale soggetto di coordinamento e di collegamento tra la dimensione
locale e quella nazionale e comunitaria.
Classe A (alto livello informativo)
I siti A sono caratterizzati da un sistema informativo di elevato
livello qualitativo, estremamente ricco nei contenuti e strutturato
nelle forme.
Il materiale informativo è classificato e catalogato generalmente
secondo un criterio chiaro e semplice di suddivisione tematica,
che anche nell'ambito di un panorama molto vasto e articolato, consente
una visualizzazione quasi immediata dell'area tematica all'interno
della quale l'informazione ricercata è potenzialmente disponibile.
Inoltre, la presenza di snelli sistemi di ricerca (per es. nel
caso specifico di vaste banche dati) agevola notevolmente il reperimento
dell'informazione utile.
Le aree tematiche considerate sono presenti quasi sempre nella
loro totalità e i contenuti sono sviluppati in modo che spesso sia
possibile reperire, per ogni tipo di argomento specifico, sia i
riferimenti istituzionali, sia quelli rivolti a fornire servizi
informativi più prettamente diretti ai cittadini (in particolar
modo per le aree tematiche della formazione e del lavoro), alle
imprese (e più in generale per tutte le attività produttive), agli
Enti Locali (per la parte di programmazione e/o coordinamento e
per le eventuali sezioni dedicate ai temi del decentramento e delle
autonomie locali).
Oltre alla varietà e vastità dei contenuti (a parte la legislazione
e le informazioni più specifiche sul tema, sono spesso disponibili
rassegne stampa sui diversi argomenti, banche dati, osservatori,
progetti specifici dell'ente, ecc. - emblematico è a questo proposito
l'esempio del sito dell'Emilia Romagna), il sistema informativo
è arricchito da una serie di link esterni contestuali al tema trattato,
che ne completano la visuale o lo rimandano a una prospettiva più
ampia (locale, nazionale e/o comunitaria).
In questo senso, cioè per la ricchezza dei contenuti e per la
capacità di "contestualizzare" questi stessi contenuti grazie a
un'architettura strutturata e a un efficiente sistema di collegamenti
esterni, si può ragionevolmente affermare che i siti di livello
A diano senz'altro un'idea significativa dell'attività svolta dall'Ente
- e in questo senso la promuovano -, non in una logica chiusa e
finita in sé, ma come parte integrante di un'attività che si coordina
e relaziona con quella di altri soggetti (cittadini, imprese, Enti
Locali, Stato, UE).