Centro di Coordinamento degli Enti Territoriali Forum per la Società dell'Informazione Barra del titolo
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Premessa

L'idea principale intorno alla quale lavora il Centro di Coordinamento degli Enti Territoriali è l'importanza della realizzazione di accordi territoriali per la diffusione di un uso consapevole delle tecnologie dell'informazione e per l'adozione di scelte organizzative che le sfruttino al meglio, non in relazione, quindi, alla Società dell'Informazione in senso generale ma al ruolo degli Enti Territoriali, come oggetti degli effetti della stessa e come soggetti promotori degli effetti che un approccio corretto alla diffusione della capacità d'uso degli strumenti e delle tecnologie suddette possono indurre sulla vita dei cittadini.

Particolare rilevanza per la realizzazione della Società dell'Informazione hanno dimostrato di avere le intese, a livello territoriale, fra soggetti pubblici ed operatori privati sia in termini di concertazione di politiche che di costruzione di agenzie, anche con il finanziamento dell'UE, per il trasferimento di tecnologie, la promozione di quello specifico ambito territoriale o la accelerazione di processi di diffusione di nuovi servizi o di infrastrutture.

In questo ambito grande è stato l'impegno profuso per progettare e dare vita ai patti territoriali. Si tratta da parte degli Enti Locali di riorientare i propri sistemi informativi verso l'utenza esterna piuttosto che verso quella interna agli enti stessi, introducendo i processi di firma elettronica e di cooperazione in rete, spingendo con specifici accordi il settore della distribuzione, il mondo delle imprese, il settore del credito e delle assicurazioni a fare altrettanto. Questo è l'unico modo di innescare il circolo virtuoso che, attraverso l'aumento dei servizi disponibili, garantisce l'aumento dell'utenza che, a sua volta, richiama ulteriori nuovi servizi.

Per risolvere una prima esigenza di tipo conoscitivo e come parziale contributo alla comprensione dell'attuale stato dell'arte, oltre che del panorama generale e degli eventuali limiti delle esperienze in corso, il Centro di Coordinamento degli Enti Territoriali ha svolto alcune sintetiche ricerche: una sui siti istituzionali dei Comuni capoluoghi di Provincia, svolta intorno alla metà del 1999, e le altre su quelli delle Regioni italiane.

La ricerca sui Comuni (la prima fatta) è servita sostanzialmente per farsi un'idea di quello che è disponibile e per definire e raffinare un metodo di analisi, da utilizzare per gli ulteriori approfondimenti futuri. L'analisi sui Comuni non sarà ripetuta, poiché sono disponibili già molte fonti periodiche ben aggiornate e con molto maggior dettaglio, da cui Censis, Assinform e RUR (Le Città Digitali, Rapporti 1997, 1998 e 1999). La ricerca sui siti delle Regioni, invece, dato l'interesse specifico del Centro di Coordinamento verso quel tipo di Ente, sarà ripetuta periodicamente (tendenzialmente ogni tre mesi), diventando così una vera e propria attività di monitoraggio.

Il metodo utilizzato si è posto come scopo primario di cogliere quale fosse la misura dell'utilità del sito per l'utente (cittadini e imprese anzitutto), dove per utilità si intenda la reale capacità del sito di fornire informazioni, risposte, documentazione e servizi nell'ambito delle attività e competenze dell'ente stesso.

In altri termini, partendo dalla definizione di alcuni standard qualitativi di base, si è cercato di rilevare in che misura il sito fosse in grado di sostituirsi "virtualmente" all'ente "fisico", o meglio, di porsi come interfaccia dello stesso. Dall'analisi fatta finora risulta che:

1. L'approccio meramente "istituzionale" che caratterizza alcuni siti, (i quali privilegiano o contengono esclusivamente informazioni su organi di governo, struttura amministrativa, documentazione istituzionale …) - e che più in generale risponde ad un'espressa esigenza di autoreferenziazione dell'Ente stesso - risulta dal punto di vista dell'utilità, non particolarmente produttivo. Il valore aggiunto di un sistema informativo che si esaurisce nella mera e pressoché esclusiva comunicazione pubblica e al cui sviluppo non concorrano i diversi settori di attività dell'ente, ovvero le sue strutture operative, non può infatti che essere, in termini di contenuto e di servizio, quasi nullo.

2. L'attenzione alla rete, però, non è soltanto l'effetto di una moda poiché molti tentano accordi strategici con operatori del settore per riproporre le iniziative AIPA (ed in particolare quel che riguarda la Rete Unitaria della PA) anche a livello regionale. In altri termini, si sta ancora discutendo molto degli strumenti di base, anche perché, senza questi, lo sviluppo della Società dell'Informazione resta una discussione accademica.

3. La disponibilità di informazioni di interesse dipende anche dagli investimenti che si è in grado di avviare per trasportare su supporto digitale (quindi accessibile anche via rete) l'enorme quantità di informazioni che attualmente risiede solo su carta. Questo sforzo darà risultati significativi solo nel tempo.

Qualche dettaglio sulle ricerche svolte è disponibile, mediante i link che seguono, sia per i siti istituzionali dei Comuni capoluoghi di Provincia che per quelli delle Regioni italiane.

Sempre in tema di accessibilità proponiamo una nostra breve riflessione sui siti delle Regioni italiane, analizzando i quali si vede ben chiaro che il problema è ignorato praticamente da tutti.

Chi volesse approfondire metodo e risultati può rivolgersi a Paola Maggiora.

(pagina aggiornata al 05.07.2000)

 
   
   
 
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