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Riassumiamo qui di seguito i risultati delle tre analisi compiute
in questi mesi (la prima tra la fine del 1999 ed il Gennaio 2000,
la seconda di Marzo 2000 e la terza di Giugno 2000).
Ricordiamo, per prima cosa, che: il criterio generale di classificazione,
di cui è fornito ulteriore dettaglio in una pagina
apposita, è il seguente:
-
Siti B. Corrispondono
ad un basso livello qualitativo e sono caratterizzati da una
generalizzata "povertà informativa"
-
Siti M. Sono inseriti
in questa categoria i siti di livello medio, caratterizzati
da un sistema informativo più articolato e da una ricchezza
di contenuti maggiore di quelli catalogati al livello precedente,
ma che presentano ancora tutta una serie di "limiti strutturali"
-
Siti A I siti A sono caratterizzati
da un sistema informativo di elevato livello qualitativo, estremamente
ricco nei contenuti e articolato nelle forme.
Alla prova dei fatti, però, la suddetta articolazione, che pure
è rimasta quella di riferimento, è stata estesa ad una scala leggermente
più ampia, prevedendo anche Siti di classe Medio/Bassa (MB) e
di classe Medio/Alta (MA). Per i motivi vedi oltre.
Nel proporre i risultati dell'ultima indagine dell'Osservatorio sui
siti regionali, condotta nel mese di giugno 2000 e contenente la nuova
classificazione dei livelli qualitativi dei
siti monitorati, eviteremo di ripresentare i dati statistici aggiornati
sulla diffusione e la distribuzione delle informazioni erogate dai siti
all'interno delle diverse sezioni tematiche, sia perché questi dati
sono tendenzialmente simili a quelli che fanno riferimento alla rilevazione
di marzo, sia perché preferiamo (a quasi un anno di distanza dall'inizio
dell'attività dell'Osservatorio) focalizzare l'attenzione su un discorso
più generale, evidenziando le criticità già rilevate e non risolte,
piuttosto che non il dettaglio del dato statistico in sé.
In estrema sintesi: tra la prima rilevazione effettuata nei mesi di
ottobre/dicembre 1999 ed oggi (giugno 2000) il panorama dei siti regionali
non ha mostrato cambiamenti realmente significativi.
Una breve lettura dei dati, ci permette di riscontrare che, pur con
strutture, contenuti e forme anche molto differenti, quelli di Emilia
Romagna, Liguria, Piemonte e Toscana (l'Emilia con un approccio che
potremmo opinabilmente definire più "giornalistico", la Liguria, grazie
a un chiaro e univoco - o meglio "client-oriented" - criterio classificatorio
che unisce più felicemente di altri siti ricchezza di contenuti e agilità
di navigazione, il Piemonte, forse il più aggiornato in materia di servizi
alle imprese grazie alle sue banche dati) si riconfermano in maniera
decisamente netta migliori siti, quelli cioè che erogano un servizio
informativo migliore in termini di utilità - lo ripetiamo ancora una
volta - dal punto di vista dell'utente (sia esso cittadino, impresa,
ente locale …). Seguono immediatamente nella classifica la Lombardia
e il Veneto.
Tutti gli altri siti regionali - pur con significative differenze -
si caratterizzano per l'estrema frammentarietà e povertà dei contenuti
e la debolezza o la totale mancanza di un disegno strutturale complessivo.
Alcuni di questi siti hanno presentato nel tempo un leggero trend evolutivo
del loro servizio informativo, che si è tuttavia espresso unicamente
in termini quantitativi, ossia di parziale sviluppo di una o alcune
limitate sezioni, senza peraltro mai interessare la struttura complessiva
del sito stesso.
Emergono di conseguenza dall'ultima analisi condotta - forse appena
parzialmente ridimensionate per quanto riguarda alcuni siti - le stesse
criticità e le stesse riflessioni emerse dalle precedenti, segnale non
del tutto positivo di una situazione un po' statica.
Proviamo a evidenziare le principali, rimandando per un quadro più completo,
alle altre sezioni di questa ricerca, in particolare alla premessa
alla metodologia e ai livelli
di classificazione dei siti:
-
le date di aggiornamento delle
diverse pagine sono molto raramente presenti pressoché su tutti
i siti;
-
alcuni documenti sono obiettivamente
"obsoleti", nel senso che risultano - date le finalità del documento
stesso - assolutamente inutili e fuorvianti (un esempio per
tutti, i bandi scaduti da mesi). Quando non è precisata una
data ultima di aggiornamento e quando parte della documentazione
risulta presumibilmente non aggiornata, il sistema complessivo
dell'informazione ne risulta indebolito, in quanto non "attendibile"
in tutte le sue componenti e dunque non attendibile nel suo
complesso;
-
i messaggi di errore o di sito
in costruzione risultano, accettabili i primi, credibili e secondi,
solo quando ristretti a spazi temporali limitati; sul sito del
Lazio (per fare l'esempio più rappresentativo) appaiono gli
stessi messaggi di "sito in costruzione" per le stesse sezioni
almeno dall'inizio dell'anno!;
-
la semplicità della navigazione,
rappresenta, a parità di contenuti, uno dei massimi valori aggiunti
nell'erogazione di un servizio di informazione. Semplicità di
navigazione vuol dire sostanzialmente chiarezza e univocità
di classificazione dell'informazione, non dispersione o frammentazione
della stessa all'interno di sezioni diverse e non reciprocamente
collegate. Erogare informazione e renderla accessibile non è
la stessa cosa. Agilità di navigazione e struttura organica
del sito sono elementi inscindibili l'uno dall'altro, se si
parte dal presupposto che non è l'utente a dover ricomporre
i diversi pezzi, eventualmente "dispersi". Il problema può delinearsi
in modi diversi, ma sostanzialmente in due casi: quando un sito
è ricco di contenuti - e allora può diventare difficile "districarsi"
nell'abbondanza dell'informazione e/o coglierne i dati più significativi
senza in qualche modo esserne guidati - o nel caso di siti di
più basso livello, qualora alcune sezioni risultino "casualmente"
ma anche "disordinatamente" più dettagliate (dove per casualmente
e disordinatamente intendiamo che lo sono più per iniziativa
di qualche addetto o responsabile del settore di riferimento
che non per un disegno organico che coinvolga tutta la struttura
del sito);
-
Anche nei siti di più alto livello,
i servizi interattivi (che presuppongono la possibilità di interagire
direttamente con l'Ente ottenendone la prestazione di un servizio
non necessariamente informativo) sono ancora pressoché inesistenti.
A queste osservazioni si aggiungano alcune (amare) considerazioni
sul disinteresse degli organizzatori dei siti regionali ai problemi
dell'accessibilità
in senso tecnico, come abbiamo già avuto modo di sottolineare
qualche settimana fa.
Arrivando ai dati: la rilevazione di giugno 2000 presenta alcuni
"spostamenti" nelle aree basse e medio basse. Passano da una posizione
bassa a una medio-bassa (ricordiamo che la differenza tra i due
livelli è minima e soprattutto al limite) i siti di Puglia (principalmente
per le sezioni dedicate all'agricoltura e ai servizi alle imprese),
l'Umbria e la Campania (soprattutto per la parte turismo e valorizzazione
delle risorse culturali).
Scende invece decisamente di posizione il sito del Lazio (da medio
a medio-basso), a causa dei frequenti messaggi di errore e di
link in costruzione (gli stessi presenti ormai da mesi).
| Livello |
Quantità |
Regioni |
|
B
|
6
|
Abruzzo,
Basilicata, Calabria, Molise, V. Aosta, Trentino |
|
M/B
|
8
|
Campania,
Friuli, Marche, Lazio, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria |
|
M
|
1
|
Veneto |
|
M/A
|
1
|
Lombardia |
|
A
|
4
|
Emilia,
Liguria, Piemonte, Toscana |
La stessa cosa è rappresentata in forma di carta geografica,
come segue.
 
I risultati dell'analisi rifatta a Marzo 2000 davano la seguente
configurazione:
| Livello |
Quantità |
Regioni
marzo 2000 |
|
B
|
8
|
Abruzzo,
Basilicata, Campania, Umbria, Calabria, Molise, Trentino Alto
Adige, Valle d' Aosta |
|
M/B
|
5
|
Friuli
Venezia Giulia, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia |
|
M
|
2
|
Lazio,
Veneto |
|
M/A
|
1
|
Lombardia |
|
A
|
4
|
Emilia,
Liguria, Piemonte, Toscana |
La stessa cosa, vista in termini grafici, da' la configurazione
seguente:

I risultati dell'analisi di gennaio 2000 davano la seguente configurazione:
| Livello |
Quantità |
Regioni
marzo 2000 |
|
B
|
9
|
Abruzzo,
Basilicata, Campania, Puglia, Umbria, Calabria, Molise, Trentino,
V. Aosta |
|
M/B
|
4
|
Friuli,
Marche, Sardegna, Sicilia |
|
M
|
1
|
Lazio
|
|
M/A
|
2
|
Lombardia,
Veneto |
|
A
|
4
|
Emilia,
Liguria, Piemonte, Toscana |
La stessa cosa è rappresentata in forma di carta geografica,
come segue:
 
(pagina aggiornata al 06.07.2000)
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