Le burocrazie
Estratto da Massimo Severo Giannini, Il Pubblico Potere, Stati
e amministrazioni pubbliche, Universale Paperbacks, il Mulino,
1986 pagg. 91-92
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del testo originale né hanno riferimento alle opinioni dell'Autore
del brano, ma sono commenti e sottolineature grafiche della Redazione
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Le burocrazie non sono affatto quel corpo "neutro" di cui
dicono molti autori, ossia un corpo che riceve dal "politico"
ed attua. Da tempo i più avveduti fra i sociologi [
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avvertono che le "strutture burocratiche" sono una cosa
diversa dalle "funzioni burocratiche"; le strutture sono
fortemente differenziate fra di loro, onde in amministrazioni che
erogano servizi o svolgono funzioni richiedenti articolazioni operative,
accanto ad articolazioni di comando (per esempio forze armate, corpi
di polizia) esistono in prevalenza uffici ed organi aventi funzioni
meramente esecutive. Ciò si constata in amministrazioni come
quelle dell'Istruzione, delle Poste ma anche delle Finanze, delle
forze armate, della polizia (NdR: e anche negli enti locali di
dimensioni significative). Però, non appena, in queste
amministrazioni, si sale ad uffici sovraordinati non aventi più
ruoli [strettamente] operativi, le funzioni burocratiche assumono
diverso contenuto; le funzioni di controllo e le funzioni organizzative,
per esempio, sono funzioni valutative e [implicano] decisioni
secondarie. Però, rispetto ad esse, è ancora possibile
dire che c'è quella "autonomia del politico", che
secondo il costrutto tradizionale indicherebbe il dover essere
delle strutture burocratiche rispetto agli uffici politici. [
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Laddove il dover essere diverge completamente rispetto all'essere
è quando si perviene agli uffici di vertice (da noi, oggi,
la maggior parte degli uffici di dirigenza); vi sono anzi addirittura
uffici di organi di presidenza ove non è più possibile
neanche delineare autonomie del politico, in quanto (o in genere per
i maggiori uffici di dirigenza) quel che decide l'ufficio burocratico
è determinante per la decisione ultima, che è politica
solo formalmente, nel senso che si imputa formalmente ad un ufficio
politico. Si ha quindi una vicenda di partecipazione dell'ufficio
burocratico alla decisione politica, che giunge fino alla codecisione.
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Occorre inoltre avere chiaro che gli uffici di qualsiasi apparato
non sono omogenei quanto all'efficacia determinante o condizionante.
Le decisioni degli uffici tecnici sono determinanti rispetto agli
uffici amministrativi [NdR: anche se spesso non lo sono rispetto
agli uffici finanziari], e quindi [di conseguenza] a quelli
politici: se un ufficio specializzato di un'amministrazione di sanità
accerta che una certa malattia è epidemica, il problema che
si pone è solo quello dell'intensità delle misure da
adottare, e l'esempio si può applicare a qualsiasi ufficio
tecnico, compresi quelli tecnico-valutativi (come una Sovraintendenza
ai beni culturali) [NdR: quanti esempi si possono fare nella capacità
di bloccare tipica delle Sovraintendenze?].
E siccome gli uffici tecnici e le materie tecnicizzate sono in espansione
continua, specie nelle amministrazioni dei servizi, vi è una
linea di tendenza costante, nelle organizzazioni amministrative, verso
un'influenza crescente degli uffici tecnici e delle attività
tecniche, ormai sempre più identificabili con le attività
aventi base scientifica. [
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(Pagina aggiornata al 12/04/2000)