Questa lettera è stata scritta oltre tre secoli fa dall'architetto
Sébastien Le Prestre, Marchese di Vauban (Maresciallo di Francia 1633-1707)
al ministro della Guerra François Michel Le Tellier, Marchese di Louvois
(1641-1691):
Eccellenza Ministro della Guerra,
abbiamo opere di costruzione che trasciniamo da anni non mai terminate
e che forse terminate non saranno mai.
Questo succede, Eccellenza, per la confusione causata dai frequenti
ribassi che si apportano nelle opere Vostre, poiché va certo
che tutte le rotture di contratti, così come i mancamenti di
parola ed il ripetersi degli appalti, ad altro non servono che ad
attirarVi quali Impresari tutti i miserabili che non sanno dove batter
del capo ed i bricconi e gli ignoranti, facendo al tempo medesimo
fuggire da Voi quanti hanno i mezzi e la capacità per condurre
un'impresa. E dirò inoltre che tali ribassi ritardano e rincarano
considerevolmente i lavori, i quali ognora più scadenti diverranno.
E dirò pure che le economie realizzate con tali ribassi e
sconti cotanto accanitamente ricercati, saranno immaginarie, giacché
similmente avviene per un impresario che perde quanto per un individuo
che si annoia: s'attacca egli a tutto ciò che può, ed
attaccarsi a tutto ciò che si può, in materia di costruzioni,
significa non pagare i mercanti che fornirono i materiali, compensare
malamente i propri operai, imbrogliare quanta più gente si
può, avere la mano d'opera più scadente, come quella
che a minor prezzo si dona, adoperare i materiali peggiori, trovare
cavilli in ogni cosa e leggere la vita ora di questo ora di quello.
Ecco dunque quanto basta, Eccellenza, perché vediate l'errore
di questo Vostro sistema; abbandonatelo quindi in nome di Dio; ristabilite
la fiducia, pagate il giusto prezzo dei lavori, non rifiutate un onesto
compenso a un imprenditore che compirà il suo dovere, sarà
sempre questo l'affare migliore che Voi potrete fare.
Architetto Marchese di Vauban
Parigi, il 17 luglio del 1683
Da "La direzione lavori nelle costruzioni edili" di Azelio Azzarelli,
Hoepli, Milano. Tratto da "Edilizia e Territorio" num. 17/1998 pag.
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