Nel 1864 la Chiesa era fortemente colpita nei suoi possedimenti temporali
e minacciata nella sua supremazia spirituale: in Inghilterra nel settembre
1850 era stata ristabilita la gerarchia cattolica e questo aveva scatenato
grandi proteste popolari ma anche ufficiali; in Russia non solo il
Concordato del 1847 restava senza applicazione ma in più l'insurrezione
polacca del 1863 aveva spinto Alessandro II a sbarazzarsi del clero
cattolico, chiudere i conventi, riportare all'ortodossia gli Uniati
di Lituania e dell'Ucraina polacca. In Italia, infine, il movimento
per l'unificazione aveva ristretto fortemente il territorio pontificio:
dopo la convenzione franco-italiana del 15 settembre 1864, solo Roma
era restata nelle mani del Papa, e per di più in modo precario,
poiché la convenzione suddetta prevedeva il ritiro dei soldati
francesi prima della fine del 1866.
Fu allora che, in occasione del decimo anniversario della proclamazione
del Dogma dell'Immacolata Concezione, l'8 dicembre 1864 Pio IX promulga
l'Enciclica Quanta Cura seguita dal Sillabo (o catalogo) degli errori.
Questi testi furono visti come un atto di difesa e di protesta della
Santa Sede: le tesi condannate riguardavano sia la difesa del potere
temporale ma anche problemi di ordine spirituale.
La Chiesa si trovava di fronte anche ad un indubbio assalto del
razionalismo e del liberalismo congiunti: Darwin aveva pubblicato
l'Origine delle Speci nel 1859, la Vita di Gesù di Renan datava
1863.
Frutto del lavoro (riservato) di più di 10 anni, il Sillabo
era pronto dal 1862, ma il Papa ne sospese la pubblicazione e riservò
a sé stesso l'atto solenne che l'avrebbe dovuto caratterizzare.
L'occasione fu l'enciclica ma anche il trattato franco-italiano di
cui sopra.
Il documenti era strutturato in Titoli, per ognuno dei quali erano
riportate una o più affermazioni da ritenersi errate (e la
cui condivisione portava il malcapitato fuori della grazia della Chiesa.
Un bel problema per i cattolici liberali). I Titoli erano:
I: panteismo, naturalismo e razionalismo assoluto (7 sentenze);
II Razionalismo moderato (7 sentenze)
III Indifferenza (alla religione) e fiancheggiamento (ad altre religioni)
(4 sentenze)
IV Socialismo, Comunismo, società segrete, società bibliche,
società clerico-liberali (un unico capoverso, non una sentenza,
che ricorda quattro encicliche e la condanna definitiva dei pericolosi
appartenenti alle organizzazioni suddette)
V Errori sulla Chiesa e sui suoi diritti (20 sentenze). E' il capitolo
dedicato al potere temporale in senso stretto (possedimenti e ricchezze)
VI Errori sulla società civile in sé e nei suoi rapporti
con la Chiesa (17 sentenze sulla supremazia "giuridica"
del potere della Chiesa)
VII Errori sulla morale naturale e cristiana (9 sentenze quasi tutte
sulla discendenza "divina" delle leggi e dei diritti politici)
VIII Errori sul matrimonio cristiano (10 sentenze)
IX Errori sul principato civile del Pontefice Romano (2 sentenze)
X Errori riferiti al liberalismo contemporaneo (4 sentenze)
Insomma una specie di Costituzione basata sul ragionamento per assurdo.
A titolo di esempio (e di curiosità storica) riportiamo qui
il testo di due delle suddette sentenze. Si tratta della n. 47 e della
n. 55 (Titolo VI, Società civile). Chi fosse d'accordo con
quanto qui riportato faccia attenzione: si tratta di un errore grave!
47. La costituzione migliore della società civile richiede
che le scuole pubbliche, aperte a tutti i ragazzi di tutte le classi
sociali e, in modo più generale, le istituzioni pubbliche destinate
all'insegnamento delle lettere e a dare un'istruzione ed un'educazione
approfondite ai giovani, siano affrancate da qualsiasi autorità
della Chiesa, da qualsiasi potere di moderazione e da qualunque ingerenza
provenga dalla sua parte; bisogna anche che [quelle istituzioni] siano
lasciate alla completa discrezionalità dell'autorità
civile e politica, secondo i desideri dei governanti e in linea con
le opinioni dell'epoca.
55. La Chiesa deve essere separata dallo Stato e lo Stato separato
dalla Chiesa.
(pagina aggiornata il 09.06.2000)