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Intervento di Mercedes Bresso, Presidente della Provincia di Torino Il ruolo
delle Province a supporto e coordinamento degli Enti Locali PREMESSA Le leggi di riforma Bassanini pongono le Province come enti rappresentanti degli interessi generali della comunità che rappresentano, assegnando loro una responsabilità sulle politiche di area vasta. Si configura pertanto un modello in cui le Province si pongono come enti di snodo fra le politiche statali e regionali di sviluppo e la pianificazione, l'erogazione e la gestione di servizi più vicini ai cittadini e alle realtà locali. La previsione dello svolgimento di questo ruolo ha spinto le Province piemontesi a scegliere di dotarsi di strumenti pianificatori e di controllo per il governo di area vasta, e di assumere la cooperazione (verso gli altri enti locali: comuni, unioni di comuni, e verso associazioni, imprese, cittadini) come metodo e forma istituzionale del governare, pur nella chiarezza e trasparenza della responsabilità della gestione dei servizi. L'utilizzo degli strumenti pianificatori che sono stati realizzati, o sono in corso di realizzazione nelle varie realtà, ha già consentito di avviare e perseguire un progetto, caratteristico di ciascuna amministrazione, di qualità del territorio, di valorizzazione delle peculiarità e potenzialità culturali, ambientali, tecnologiche, intellettuali, di competitività e sviluppo. La possibilità di affermazione del progetto dipende anche dalla qualità e ricchezza del modello del territorio e delle sue caratteristiche, e dalla capacità dell'ente di mantenere tale modello aggiornato in tempo reale. Per questo la realizzazione degli strumenti di pianificazione e controllo ha privilegiato l'impiego delle Reti e delle tecnologie informatiche. Attraverso la Rete è possibile favorire e integrare in un unico Sistema, quello delle Pubbliche Amministrazioni in Piemonte, i processi che vanno dalla rilevazione, alla pianificazione e al coordinamento. L'integrazione, di cui le Province sono nello stesso tempo i principali beneficiari e fautori, in virtù del ruolo assegnato loro, e che di fatto hanno incominciato a svolgere, è dunque resa possibile dalla messa a disposizione di informazioni, sia tra enti di uguale livello, sia tra soggetti diversi, su un piano verticale, sia infine nei confronti dei cittadini, delle imprese, degli ordini e categorie professionali. La riforma delle Autonomie locali, introdotta con la legge 8/8/90 n. 142 ha infatti definito una nuova operatività delle Istituzioni basata non più sull'azione singola ed isolata di ciascun ente e nemmeno sulla dipendenza gerarchica dei vari livelli di governo, ma su un sistema di relazioni e azioni a rete in cui ciascun soggetto diventa snodo di riferimento, di confronto e di partecipazione alle decisioni di ogni altro. Di questo modello le Province piemontesi sono oggi fra le più convinte interpreti. POLITICHE PER UNA CITTA' DIFFUSA Il progetto di promozione di sviluppo del territorio, di miglioramento della dotazione di servizi e infrastrutture e di aumento della qualità territoriale e ambientale può essere ben indicato come la realizzazione di una Città Diffusa: tale denominazione intende indicare l'impegno a rendere comparabili le opportunità di ciascuna parte del territorio provinciale. Il progetto Città Diffusa della Provincia di Torino ha in particolare puntato sull'impulso a uno sviluppo delle comunicazioni immateriali attraverso:
Il minimo comun denominatore delle iniziative intraprese è quello di rendere "favorevole" l'insediamento produttivo e abitativo, ponendo tutti i territori in condizioni omogenee di competitività, estendendo, attraverso il supporto dell'Ente pubblico e attraverso la tecnologia, e la Rete in particolare, i benefici della Città. La ricaduta che ci si aspetta è un circolo virtuoso che, attraverso la valorizzazione delle peculiarità e potenzialità del territorio, crei le condizioni economiche e sociali per un rilancio delle singole realtà e, in ultima analisi, dell'intera regione. Su questa linea si pongono le decisioni prese in questi anni dalle amministrazioni provinciali, in particolare in riferimento a:
LA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE I Piani Territoriali di Coordinamento e il Sistema Informativo Territoriale Con la predisposizione dei Piani Territoriali di Coordinamento la Provincia si è dotata di uno strumento concreto di governo in grado di coniugare
Lo strumento dei PTC è anche un'occasione per realizzare politiche di confronto e concerto con gli altri Enti Locali, e di sperimentare politiche di coordinamento intercomunale. L'azione di governo del territorio e dell'ambiente, formalizzata in obiettivi/politiche, impone, per essere attuata, la diretta e continua conoscenza:
Tale conoscenza è stata progettata, strutturata e organizzata su base geografica: ogni informazione è stata georiferita (posizionata su cartografia "digitale" omogenea) e, attraverso appositi strumenti informatici, deve essere possibile mettere in relazione, elaborare, rappresentare, derivare informazioni diverse; le basi di dati prodotte devono poter essere continuamente aggiornate, al fine di consentire l'adeguamento di politiche, indicazioni di programma e di piano ai processi di trasformazione che possono variare anche significativamente le condizioni e lo stato del territorio e dell'ambiente. Il modello della conoscenza deve inoltre consentire, anche nel medio periodo, la misura degli effetti delle politiche sull'assetto del territorio e sull'ambiente, consentendo verifiche qualitative e quantitative dell'efficacia dell'operato dell'amministrazione. La Provincia ha costruito il proprio sistema informativo territoriale:
La realizzazione di questi obiettivi, nella logica del Piano Processo, ha comportato un approccio nuovo alla tecnologia dell'informazione orientato soprattutto alla condivisione delle risorse e alla razionalizzazione dei flussi informativi, in quanto ha comportato:
Il PTC della Provincia di Torino è accessibile in rete, ed è anche stato distribuito su CD-ROM, fra l'altro a tutti i Comuni della Provincia. Informatizzazione dei Piani Regolatori Comunali Si è assistito in questa fase al completamento di molti progetti provinciali di Informatizzazione dei Piani Regolatori comunali, in collaborazione con la Regione, che hanno portato alla memorizzazione dei piani di circa la metà dei Comuni della Regione; con questa operazione si è resa disponibile una notevole quantità di informazioni georeferenziate sulle previsioni urbanistiche locali e si è costituito un patrimonio di conoscenze del territorio di grande rilievo in relazione ai compiti di pianificazione della Provincia, dei comuni e delle comunità montane; Dalla mosaicatura dei Piani Regolatori Comunali, quali risultano approvati dalla Regione, possono effettuarsi analisi del quadro aggregato sulle previsioni di trasformazione degli usi del suolo. Le analisi hanno evidenziato una non marginale carenza di attenzione alle interrelazioni territoriali sia di area vasta, sia di aree locali più delimitate. Nel primo caso, il livello corretto di intervento deve essere quello dell'ambito provinciale, o per lo meno circondariale, e quindi il Piano provinciale, relativamente ai temi di carattere e interesse generale di sua competenza, può essere considerato appropriato a fornire indicazioni significative di riferimento per i Piani comunali. Nel secondo, invece, la Provincia può favorire, attraverso l'interazione con organismi quali le Comunità Montane, o le Unioni di Comuni, l'attuazione di una forma di cooperazione che, lungi dal creare un ulteriore, ridondante strumento di pianificazione sovracomunale, consenta di condividere, fra i due livelli istituzionali, informazioni e conoscenze sulle trasformazioni in atto. Ciò consente di prefigurare le tendenze evolutive da porre alla base del permanente aggiornamento della pianificazione territoriale provinciale e comunale, assicurandone il coordinamento, secondo la logica del piano-processo. La costituzione di Osservatori La fase successiva è stata quella di valutazione critica del contenuto (attraverso l'istituzione degli "Osservatori" e, in particolare l'Osservatorio Unificato delle politiche Urbanistiche degli Enti Locali) di colmare lacune, incongruenze e incompletezze con correzioni di indicazioni e con introduzione di nuove scelte. Le informazioni nel sistema informativo territoriale sono quindi state ri-organizzate in Osservatori. Con Osservatorio si intende un momento organizzato di studio, analisi e controllo di un determinato fenomeno, argomento o tema. L'Osservatorio è uno strumento di gestione e conservazione di una base informativa definita in base alle esigenze che derivano dai flussi informativi dell'Ente e fornisce la base conoscitiva con l'utilizzo della quale vengono supportati i processi decisionali. Compiti degli Osservatori sono:
Web cartografico e Banca Dati Socio Economici La Provincia di Torino ha messo a punto una serie di applicativi informatici che non solo consentono un accesso immediato alle informazioni, ma, soprattutto, rispondono alla necessità di un agevole aggiornamento, confronto, elaborazione e controllo di dati provenienti da fonti diverse. Essi, infatti, quando non prodotti direttamente dalla Provincia di Torino, sono estratti in gran parte dal vasto patrimonio del Sistema Informativo Ambientale della regione Piemonte (SITA). Tra Regione e Provincia è stata, quindi, stipulata apposita convenzione per la realizzazione di un Sistema Informativo territoriale integrato (Del. G.P. n. 7-136794 del 24 Luglio 1997) che consente l'utilizzo e la divulgazione ai Comuni ed alle Comunità Montane dei dati presenti e resi disponibili nei rispettivi archivi. Le elaborazioni, predisposte in un sito Internet apposito, inserito nel sito Web della Provincia, sono disponibili da tempo in rete a tutti gli Enti locali (Web cartografico). Si accede così ad un sistema di applicazioni operative e permanenti nelle quali dati geografici e relative informazioni di accompagnamento in piena integrazione possono diventare un effettivo supporto agli Enti Locali. Caratteristica peculiare del Web cartografico risulta perciò essere la notevole elasticità delle sue applicazioni; non solo permette all'utente di consultare ed interagire attivamente con mappe già allestite, ma soprattutto dà la possibilità di costruirne dinamicamente di nuove, personalizzate sulle proprie specifiche esigenze. Il sito Web contiene, inoltre, una sezione relativa alla Banca Dati Socio-Economica e Territoriale (BDSET), all'interno della quale vengono rese disponibili gran parte delle informazioni alfanumeriche in possesso della Provincia di Torino su dati comunali, scaricabili per essere rielaborate su foglio elettronico, o gestibili direttamente dal sito grazie a una serie funzioni specifiche. Le principali realizzazioni informatiche delle Province sono dunque state:
AGENZIA PER IL CATASTO E TRIBUTI LOCALI Il settore dei Tributi Locali assume un particolare rilievo con il processo di decentramento e riforma della Pubblica Amministrazione, soprattutto nel contesto dell'autonomia finanziaria e impositiva degli Enti Locali. Fin da quest'anno (1999) infatti le Province raggiungeranno una percentuale prossima al 100% di entrate provenienti da tributi propri. E' ormai assestato per i Comuni un grado di elevata autonomia finanziaria, che è in primo luogo autonomia impositiva, e che richiede la dotazione di opportuni strumenti, il principale dei quali è la conoscenza della realtà edificata esistente sul territorio comunale stesso. La costruzione di una banca dati di tutte le unità immobiliari consente peraltro almeno due interventi:
Il ruolo dell'Ente Provincia a supporto del sistema delle autonomie locali ha trovato un suo sviluppo, nella nostra realtà, nella costituzione di una Società mista specializzata nella fornitura agli Enti Locali di servizi con alto contenuto tecnologico, finalizzati al settore dei tributi locali e della cartografia catastale. I servizi offerti dall'Agenzia sono attinenti ad ambiti operativi il cui obiettivo è quello di costruire un sistema di riconoscimento dei terreni, delle aree edificabili, delle unità immobiliari, in grado di mettere in relazione le informazioni catastali con altre informazioni del sistema informativo comunale: l'anagrafe della popolazione, l'anagrafe delle attività economiche, le attività di trasformazione del territorio, e, ovviamente, i tributi. La costruzione e la gestione delle basi informative, fondamentali per una corretta gestione degli aspetti tributari e delle risorse territoriali in genere, sono quindi un punto di arrivo per l'Agenzia. L'intervento della Provincia di Torino ha consentito di creare un'opportunità per l'erogazione di servizi di supporto ai Comuni, in particolare a quelli di piccole dimensioni, con la realizzazione di un coordinamento dell'azione con l'Ufficio per il Territorio (ex UTE). Attraverso la costituzione dell'agenzia si è infatti evitato il pericolo che due diverse iniziative si sovrapponessero: da un lato l'opera di recupero dell'arretrato e individuazione delle unità immobiliari non ancora censite e accatastate da parte dell'Ufficio per il Territorio, e dall'altro la costruzione di banche dati degli immobili da parte dei Comuni, create attraverso un'autonoma iniziativa che necessariamente non avrebbe potuto avere effetti di integrazione con la banca dati dell'Ufficio del Territorio. Le finalità perseguite dall'Agenzia sono pertanto le seguenti:
IL SISTEMA INFORMATIVO PER IL LAVORO L'intervento delle Province nel sistema del Lavoro è uno degli interventi di decentramento più innovativi e radicali avviati nell'ambito della riforma della Pubblica Amministrazione, con il passaggio delle competenze dallo Stato, con il Ministero del Lavoro, alle Province. L'aspetto non coglie soltanto un elemento di mero decentramento burocratico, poiché con la creazione dei Centri per l'Impiego, a sostituire la vecchia struttura del Collocamento, si attua un vero e proprio cambiamento di finalità. La Provincia è infatti impegnata in questo caso a realizzare un effettivo sistema-rete che veda non soltanto la ricerca di un incontro fra domanda e offerta sul territorio, funzione che già spettava al Collocamento, ma sempre più veda integrate le funzioni di una vera e propria politica del lavoro e la costruzione di una efficace offerta di orientamento e formazione professionale, adeguata alla realtà locale. A ulteriore segnale di questo cambiamento il fatto che il sistema "pubblico", che vede la Provincia come Ente in questo caso non solo di programmazione ma anche di vera e propria erogazione di servizio, si trova, per la prima volta, in dichiarata concorrenza con iniziative private. L'attivazione di servizi di "Gestione del mercato del lavoro" e il collegamento alla rete telematica provinciale dei Centri per l'Impiego, sono i primi passi, indispensabili per la realizzazione degli obiettivi posti. IL SISTEMA INFORMATIVO PER L'AMBIENTE La redistribuzione di competenze in campo ambientale ha favorito l'assegnazione di nuovi compiti alla Provincia, per il suo ruolo di governo di area vasta, e per la vocazione alla programmazione e pianificazione degli interventi sul territorio. Le competenze sono state ancora ampliate con il trasferimento di funzioni quali la Valutazione di Impatto Ambientale di progetti, e di prossime nuove ulteriori funzioni, a seguito dell'applicazione della legge 112. La definizione di Piani di azione ambientale, la cosiddetta Agenda 21, è oggi in fase di completamento presso la Provincia di Torino, dopo una prima fase, alla quale hanno partecipato istituzioni locali e attori sociali, per individuare un insieme di obiettivi e "azioni" per lo sviluppo sostenibile nei settori dell'energia, mobilità e trasporti, agricoltura, attività produttive, rifiuti e turismo. La costruzione del Sistema Informativo per l'Ambiente ha già consentito, attraverso l'informatizzazione degli archivi sulle materie già di competenza provinciale, di affermare un modello le cui caratteristiche principali sono:
La disponibilità di dati e procedure informatizzate ha consentito alle Province di attivare rapporti con gli Enti Locali attraverso un costante processo di confronto. Piano provinciale dei rifiuti Il Programma provinciale di gestione dei rifiuti è lo strumento che più di ogni altro ha visto realizzarsi un fattivo confronto fra enti, per il quale lo scambio e la visibilità di informazioni è un elemento essenziale. Assume particolare rilievo l'aggiornamento della cartografia digitale rappresentante le aree potenzialmente idonee e le aree non idonee, sul tema specifico degli impianti di smaltimento, in collegamento anche con l'acquisizione digitale delle aree già destinate all'uso. Il supporto e l'integrazione con il sistema informativo territoriale, e la possibilità di fornire cartografia aggiornata consente di porre il dibattito sulle scelte di dislocazione su basi scientifiche accurate e dati il più possibile oggettivi. Il processo che deve condurre all'approvazione dei progetti e dei siti di localizzazione vede necessariamente il concorso da parte della Provincia, dei Consorzi, degli altri Enti locali e, in ultima istanza, della popolazione stessa. Infatti, la fase di "macrolocalizzazione", in cui è stata completata e utilizzata una base informativa e cartografica digitale, spetta per competenza alla Provincia, in applicazione dei criteri generali definiti in ambito regionale e del Piano Regionale di gestione dei rifiuti, così come è di competenza provinciale la valutazione dell'impatto ambientale e l'autorizzazione alla costruzione ed esercizio. Ai soggetti attuatori del piano spetta invece la "microlocalizzazione" e la progettazione dei nuovi siti e degli impianti: questa attività, essendo anche temporalmente compresa fra le due fasi di competenza provinciale, richiede necessariamente che la metodologia adottata sia di tipo fortemente cooperativo e basata sulla visibilità e lo scambio di informazioni. Per quanto riguarda la parte di programma relativa alla pianificazione della raccolta differenziata, la Provincia ha realizzato un servizio di assistenza, rivolto ai Comuni e ai Consorzi di bacino, tramite l'istituzione di un apposito sportello informativo. Si segnala in particolare un'iniziativa che coinvolge i Consorzi e i Comuni nel caricamento e pubblicazione su Internet dei dati periodici sull'andamento della raccolta differenziata, anche allo scopo di rendere conto dei progressi verso gli obiettivi di raccolta che nel Piano provinciale sono stati assegnati. Agenda 21 La Provincia di Torino è stata una delle prime realtà italiane ad aderire alla Carta di Aalborg e redigere nell'ultimo anno un documento, la Proposta di Piano d'Azione Ambientale, che contiene il primo Rapporto sullo Stato dell'Ambiente della Provincia e le linee guida per un Piano d'Azione Ambientale. Il documento è articolato per capitoli descriventi le varie componenti dell'ambiente (aria, acqua, suolo, paesaggio e natura), i fattori di pressione dell'attività umana (rumore, popolazione, agricoltura, rifiuti, energia, attività produttive, mobilità e turismo) e le strategie ambientali da realizzare per ridurre l'impatto ambientale e diminuirne il relativo degrado. Tale documento darà vita nei prossimi mesi ad un processo di consultazione, già avviato tra i rappresentanti dei comuni e delle comunità montane della provincia, che vedrà coinvolte molte rappresentanze della realtà provinciale per discutere dei bisogni, dei potenziali conflitti, e delle risorse umane e finanziarie da coinvolgere per realizzare uno sviluppo del territorio in linea con i principi della sostenibilità ambientale. |
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