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 Enti Territoriali e Società dell'Informazione:
 la riforma federalista e la rete - Torino, 27 settembre 1999
 
  Barra laterale Torino, 27 settembre Introduzione Relatori e documenti Comunicato finale


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Intervento di Gigi Tagliapietra, Amministratore Delegato Siosistemi srl

Informatica civica nei Comuni medi: 5 anni di lavoro cosa ci insegnano

I sistemi di informatica civica che si sono sviluppati in Italia nei comuni di media dimensione in questi anni, rappresentano un importantissimo punto di osservazione per capire i fattori di successo o di difficoltà nel processo di costruzione della Società dell'Informazione.

Alcuni di essi hanno una storia pluriennale consolidata e consentono di misurare concretamente (e non solo di ipotizzare) le iniziative da intraprendere per un efficace raggiungimento degli obiettivi che il Governo intende raggiungere.

Partendo da due realtà di cui ho esperienza diretta ritengo utile presentare quelli che, a mio avviso, sono gli insegnamenti da trarre e da divulgare, raccogliendo l'invito della relazione preparatoria al convegno odierno, di far conoscere le best-practices e di farne tesoro.

E' importante notare che la realtà dei comuni di media dimensione costituisce un riferimento di grande importanza perché costituisce un esempio credibile per tutte quelle realtà territoriali che temono, per dimensione o per mancanza di risorse straordinarie o specializzate, di non poter agire da protagoniste nel processo in atto.

IL PROGETTO ONDE

Il progetto ONDE, avviato dalla città di Desenzano del Garda nel settembre del 1994, ha compiuto 5 anni di vita e per la molteplicità delle iniziative lanciate e per l'originalità del suo modello ha raccolto molti importanti riconoscimenti anche in campo internazionale. (Conferenza Europea sull'apprendimento - Copenhagen 1996, Conferenza Europea delle Community Network - Milano 1997, World Wide Web 7th Conference - Brisbane 1998).

La caratteristica essenziale del progetto è che dal suo inizio ha lanciato in contemporanea 5 azioni coordinate per portare i cittadini ad essere i veri protagonisti della Società dell'Informazione, come a suo tempo delineato dal Libro Bianco della Unione Europea.
Le cinque azioni (o Onde) sono :
Informazione - per permettere ai cittadini di conoscere e comprendere l'importanza delle sfide e delle opportunità che si aprono di fronte a loro.
Divulgazione - per diffondere la conoscenza delle nuove tecnologie e far sperimentare direttamente le potenzialità dei nuovi sistemi di comunicazione,
Apprendimento - per sostenere lo sforzo di cambiamento in atto nel mondo della scuola e per utilizzare a pieno le potenzialità della rete come strumento di conoscenza collettiva e diffusa.
Utilizzazione - per rimuovere gli ostacoli fisici e strutturali ad un utilizzo diffuso delle nuove tecnologie.
Rete Civica - per disporre di una infrastruttura di interazione tra i diversi attori.

Con una finestra temporale tanto ampia è possibile affermare che non basta parlare di Internet o di Web, non basta parlare di formazione di base, non basta aprire all'innovazione il mondo della scuola: occorre fare tutto ciò simultaneamente.

Il successo non deriva dalla bontà della singola iniziativa ma dal suo inserirsi in un insieme coordinato in cui le diverse azioni si sostengono e arricchiscono a vicenda.

I dati quantitativi sono significativi.
Gli utenti sono 1.150 di cui il 60%attivi (inviano messaggi) e rapportati alla popolazione (5%) costituiscono una percentuale molto rilevante se confrontata con le città di grandi dimensioni.
Nel 1998 ci sono state 216.000 connessioni (+120% rispetto all'anno precedente) per un totale di 25.000 ore di connessione (+310%)
Sono stati inviati 140.000 messaggi e ne sono stati letti 700.000, con grande attenzione alla politica locale (12.700 messaggio), a quella nazionale (10.200) al dialogo con il Comune (7.100) e alla ricerca di lavoro (7.100).

Ma non meno importanti le iniziative come le iniziative per la tutela dei minori con la Carta dei Diritti dei Bambini in Rete (cfr. www.onde.net) o il Laboratorio di informatica civica e la Mediateca che in due anni ha superato i 2000 utenti dimostrando concretamente che con investimenti limitati (circa 60 milioni) è possibile offrire un servizio veramente efficace e che risponde ad un bisogno reale.

LA RETE TERRITORIALE INSIEME

Sul modello di ONDE, nel maggio del 1997 la città di Treviglio ha dato vita alla rete "INSIEME per un mondo migliore" dichiarando apertamente nel nome la "vision" e la funzione che l'Amministrazione intendeva perseguire.

In soli due anni si sono raggiunti dati di utilizzo e di successo analoghi a quelli di ONDE: 1.300 utenti (70%attivi), 110 forum di discussione. Nel solo mese di aprile scorso si sono avute 33.600 connessioni per un totale di1.850 ore e 10.500 messaggi inviati e 178.500 letti e consultati.

Abbiamo avuto quindi la prova concreta che il modello è replicabile e che funziona, la P.A. locale può essere motore di innovazione senza per questo "occupare" lo spazio telematico che rimane invece solidamente nelle mani dei cittadini che ne sono i veri artefici, fornitori di servizi oltre che fruitori.

Nel modello di INSIEME esiste una seconda originalità che vale la pena di evidenziare, la sua funzione di rete territoriale integrata che coordina le attività di altri 10 comuni della zona e di 4 enti tra cui la ASL locale.

I dati di ciascuna amministrazione diventano patrimonio delle altre e si creano le premesse per cui si possa creare, tanto tra i cittadini quanto nei loro amministratori, una attitudine ai nuovi strumenti diffusa e condivisa (come nel progetto ONDE le informazioni sulla vita del Comune sono fornite e tenute aggiornate dagli stessi dipendenti comunali).

Già da un anno sono state fatte sperimentazioni sulla firma elettronica perché esisteva una premessa essenziale: l'abitudine all'utilizzo della comunicazione elettronica tra gli enti e tra i soggetti.

COSA HA FUNZIONATO

Pur tra molte difficoltà e miglioramenti possibili, il canale di dialogo tra cittadini e istituzioni locali si è allargato, la città discute di sé in continuazione, indipendentemente dai tempi diversi della vita dei suoi cittadini.

Il mondo della scuola è parte attiva del processo ed è produttore di servizi e di risorse umane preziosissime per la diffusione della conoscenza, e il ruolo di protagonista non è quello dell'istituzione ma dei suoi elementi costituivi: gli studenti, le loro famiglie, gli insegnanti.

In buona sostanza quello che ha funzionato è la semplicità e la concretezza.

Quando si sono avviati questi progetti non esisteva un quadro legislativo di riferimento, non esistevano esperienze o modelli, ma la ferma volontà di dare attuazione pratica alle aspettative di cambiamento e la consapevolezza di un ruolo preciso per l'Ente Locale.

LE CRITICITA'

Sono emersi con chiarezza anche molti fattori critici, come la resistenza all'innovazione da parte di taluni dirigenti o partiti, l'insorgere di particolarismi o interessi economici di corto respiro che hanno frenato, ove possibile, l'allargamento di alcune iniziative.

E' mancato spesso il coraggio di estendere la portata del cambiamento nel timore di non governare a pieno tutti i processi, o nella ricerca di un consenso esteso che non è possibile ottenere da chi non è consapevole delle reali sfide in atto.

Non c'è stato alcun riconoscimento istituzionale vero del valore delle iniziative in corso che avrebbe fornito gli elementi formali per bloccare i tentativi di chi frenava l'innovazione.

Il cambio di amministrazione al termine del mandato (nel caso di ONDE) ha evidenziato il fatto che non esiste ancora la consapevolezza che la costruzione della Società dell'Informazione non è un fattore caratterizzante di una parte politica ma uno sforzo comune ed un servizio doveroso nei confronti dei cittadini.

LE SFIDE APERTE

Se cinque anni fa parlare di Internet era un fatto innovativo, oggi dobbiamo con il medesimo coraggio guardare alle sfide della televisione digitale o delle telecomunicazioni mobili, per far sì che siano strumenti di interazione e sviluppo e non di puro consumo.

Se è vero che la rete de-intermedia i rapporti tra cittadini ed istituzioni è vero che si rischia di far percepire una sorta di "inutilità" totale dell'istituzione con la perdita di valori e funzioni positive di mediazione sociale e di gestione degli interessi collettivi.

Lo sviluppo della telefonia mobile esalta la comunicazione personale e l'ubiquità dell'accesso ma nel contempo rischia di ridurre il tutto alla pura sfera individuale e alla singola transazione, vanificando la visione di valenza sociale che caratterizza il modello Europeo di Società dell'Informazione.

C'è un forte rischio di banalizzazione degli sforzi necessari al raggiungimento degli obiettivi che ci siamo posti: il fatto che l'accesso alla rete sia gratuito e diffuso non ci dà alcuna garanzia di per sé circa il buon esito della nostra missione.
Il fatto di poter accedere gratuitamente ad un campo sportivo non ci dà alcuna garanzia circa il fatto che vinceremo le olimpiadi o che non ci strapperemo un muscolo: sarà comunque con un lavoro assiduo, umile e continuativo che potremo aspettarci dei successi.

Infine non dobbiamo sottovalutare che l'accentuazione esagerata dei fattori economici in gioco (peraltro enormi e da non trascurare), rischia di ridurre tutto ad un puro problema di quattrini: se l'e-commerce fosse il solo scambio di pagamenti elettronici, vedrebbe del commercio il solo momento dell'acquisto e non la sua complessa interazione sociale.

LE AZIONI DA ENFATIZZARE

A integrazione di quanto proposto dal documento preparatorio, credo siano da enfatizzare alcune azioni che hanno dimostrato nel concreto la loro validità.

  • Occorre spingere i comuni a sostenere iniziative di alfabetizzazione di massa (come lo furono le "150 ore" per la licenza media) che non guardino solo alle conoscenze tecniche ma anche e soprattutto all'utilizzo delle tecnologie. Occorre che esistano fondi specifici e non "stornabili" e che non siano utilizzati per corsi di formazione del personale interno o all'uso degli applicativi d'ufficio.
  • Bisogna incentivare la realizzazione di iniziative che non si limitino al mondo Internet attuale me che ne preparino lo sviluppo futuro, favorendo la trasmissione dei Consigli Comunali in video e audio su rete, sperimentando l'utilizzo della messaggistica SMS e della tecnologia WAP per l'accesso ai servizi.
  • Fare tesoro delle esperienze di successo significa conoscerle e divulgarle ma anche rafforzarle e incoraggiarle con un riconoscimento istituzionale anche forte, fornendo risorse finanziarie a chi già ha avviato una rete civica ma obbligando a continuarne e ad estenderne la funzione.
  • Incoraggiare l'innovazione non solo con progetti formalizzati che spesso portano a lungaggini che non si sposano con la rapidità dei processi in atto, ma trovando modalità snelle e rapide che stimolino il coraggio a sperimentare. Si dovranno trovare altresì dei modi in cui l'Ente Territoriale che è stato innovativo ed ha creato iniziative utili e riproducibili possa vedere premiato il suo sforzo in cambio della divulgazione della propria esperienza.


PER UNA NUOVA INTERMEDIAZIONE

Se è vero che il modello concettuale su cui si basa la rete è quello di un sistema in cui non esiste un "centro", ciò non significa che non esistano aree di responsabilità e di guida.

A tale proposito i comuni giocano un ruolo insostituibile per far emergere i valori delle comunità che rappresentano, per rendere tangibile il fatto che nella rete tutti abbiamo qualcosa "in comune" con altri.

Fornire servizi ai cittadini non significa solo mettere le delibere in linea o permettere di iscrivere i propri figli a scuola da una pagina web, significa recuperare il valore del servizio in quanto mediazione tra un bisogno ed una risposta, enfatizzando la personalizzazione, l'unicità e in sostanza l'umanità dei rapporti che dobbiamo ricostruire.

Infine è compito dei comuni (in quanto, come ricordato, i più vicini ai cittadini) mantenere la direzione, la visione di un certo tipo di Società dell'Informazione che l'Unione Europea intende costruire. Una responsabilità etica e di garanzia che dovrebbe essere esplicitamente affidata ai sindaci.

 
   
   
 
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