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Intervento di Pietro Terna, Direttore Federpiemonte Grazie di avermi invitato. Giovanni Ferrero ha detto che come economista avrei dovuto portare una parola positiva, spero di riuscirci. Ho sentito moltissime cose interessanti, non credo di poterne aggiungere molte, quindi cercherò di essere breve. Come economista, prima ancora che come Segretario di una parte della Confindustria - quella piemontese -, vorrei ricordare a me stesso e a tutti i presenti che la storia dell'economia lontana e recente, è punteggiata da periodi di sviluppo che coincidono, praticamente sempre, con la comparsa di prodotti nuovi. Questo si è ripetuto negli ultimi cinquant'anni, ma era accaduto anche in precedenza. Uno dei modi per spiegare quello che gli economisti definiscono un vero e proprio enigma e cioè la durata di dieci anni di sviluppo fortemente sostenuto dell'economia americana, è proprio la presenza del prodotto nuovo. Certo, non bisogna esagerare in termini di interpretazione del fenomeno. Sono tanti gli aspetti che concorrono fra loro, ma la presenza del prodotto nuovo, cioè la tecnologia dell'informazione, certamente ha reso quella economia capace di sostenere un ciclo di sviluppo che risultava a priori imprevedibile. Non fosse che per il fatto che queste tecnologie sempre più incorporate in tutti i prodotti e in tutte le fasi della lavorazione, in tutte le modalità di interazione produttiva, e costano via via di meno, abbiamo una delle possibili spiegazioni della non comparsa del fenomeno inflazionistico. Inflazione molto temuta negli Stati Uniti, tant'è vero che fa tremare la borsa quasi tutte le settimane sulla base di "rumori" più o meno sensati; inflazione che a tutt'oggi non si è presentata e che quindi ha permesso alla Fed di sostenere molto bene questo ciclo di sviluppo. Quali sono i prodotti nuovi che pensiamo possano sostenere il ciclo di sviluppo futuro non soltanto dei paesi fortunati del Nord del mondo, ma anche dei paesi meno fortunati del Sud del mondo? Sono senz'altro tutti i grandi comparti che hanno alla radice il termine "bio" e che quindi sono settori completamente nuovi, sono i settori dell'ITC, sono i settori rinnovati del trasporto. Tutti settori in cui si riaffaccia fortemente, dal punto di vista produttivo, la presenza della tecnologia dell'informazione che attraversa sia la progettazione in campo biotecnologico, sia - ovviamente - la produzione e l'attività nel campo dell'ITC, sia nel rinnovamento del sistema dei trasporti che è in gran parte automazione e intelligenza nella logistica. Ne aggiungo un quarto, coerente con i lavori che si svolgono in questa sede, visto che il Forum qui a Torino riflette su enti territoriali e società dell'informazione: è quello della vera e profonda modernizzazione della Pubblica amministrazione, attraverso le nuove tecnologie. Anche questo è "un prodotto nuovo". Siamo abituati a pensare alla Pubblica amministrazione come ad un controllore, come ad un gestore di risorse, come ad un amministratore non sempre efficiente. Al contrario, una Pubblica amministrazione rinnovata, che sappia usare le tecnologie per ridisegnare il proprio processo produttivo, diventa una risorsa formidabile per l'economia. Che cosa è interessante in una situazione locale come può essere il Piemonte o Torino? Parliamo di Piemonte perché la Regione Piemonte ha certamente investito in questa direzione, anche con preveggenza. L'interesse è quello della nascita, all'interno della nostra comunità, di una interazione forte Pubblica amministrazione che si rinnova e il sistema produttivo che concorre al rinnovamento di quella produzione. Un sistema produttivo, in primo luogo ovviamente di fornitori di capacità di progettazione e di realizzazione informatica. Due riferimenti pratici: uno è quello tanto noto del cosiddetto Sportello Unico. L'attesa è che lo Sportello Unico per le attività produttive (e poi possono esserci sportelli unici per le esportazioni, per i cittadini e così via) sia un tramite di forte semplificazione dell'attività della pubblica amministrazione. Al momenti presente ciò non è vero. Avevo contato, quattro anni, fa i procedimenti necessari per insediare un'azienda ed erano circa 50. Li ho ricontati oggi e sono circa 60. Non è un incremento terribile, ma è terribile che ci sia stato un incremento. Lo Sportello Unico non può essere un modo per mascherare la complessità del procedimento mettendolo in capo ad povero funzionario il quale fa da capro espiatorio di un processo ingovernabile. Allo Sportello Unico deve corrispondere il ridisegno del funzionamento della Pubblica amministrazione. Ciò che le tecnologie dell'informazione richiedono non è applicare metodologie nuove a processi vecchi, ma che si ripensi - in un'azienda privata esattamente come nella Pubblica amministrazione - il processo attraverso cui si opera. E su questo c'è molto lavoro da fare, ripeto, sia all'interno della Pubblica amministrazione, sia all'interno del mondo privato chiamato a collaborare con la Pubblica amministrazione. Collaborazione che può nascere, in quel panorama di aziende di cui abbiamo sentito prima il riferimento così interessante, sia le potenzialità per operare all'interno del Piemonte, sia all'esterno, se la base di partenza mostra buoni risultati. Tutto ciò si collega strettamente con la disponibilità di reti, per accedere direttamente alla Pubblica amministrazione. Se ciascuno di noi, interessato ad un'autorizzazione, ad una concessione, ad una decisione pubblica, può direttamente controllare lo stato della sua pratica e sapere in questo momento dove essa è collocata e a chi spetta compiere il prossimo passo, vuol dire che da un lato si è semplificato il sistema e dall'altro si è fatto un atto di democrazia straordinario. Secondo riferimento e concludo: si è detto, giustamente, che al cittadino non interessa avere la delibera del Comune in linea; interessa poter interagire con qualcuno che gli possa spiegare come si usa quella delibera. Però, per spiegare come si usa "la delibera" bisogna che essa sia facilmente accessibile in primo luogo a colui che la deve interpretare. La riorganizzazione complessiva di un sistema, ripeto, azienda privata-azienda pubblica, Pubblica amministrazione o ospedale, richiede che tutti gli atti, tutto il funzionamento sia in qualche modo integrato con la disponibilità in rete dell'informazione. A quel punto tutto diventa più semplice. Sono un esperto dell'attività della Regione perché dirigo la Federazione Regionale degli Imprenditori nel Piemonte. Ebbene, proprio stamattina mi rendevo conto della difficoltà nel ricostruire la situazione esatta di duna deliberazione in corso di approvazione. Se avessi potuto rapidamente, attraverso una rete, accedere all'informazione nella sua completezza, sarebbe stata una semplificazione straordinaria e, di nuovo, un atto di trasparenza per tutti. La conclusione di questo ragionamento è che accanto al discorso Sportello Unico c'è un altro grande momento della Pubblica amministrazione che beneficerebbe di una utilizzazione più forte dei sistemi di accesso diretto in rete ed è il sistema delle Conferenze di servizio, che governano gran parte delle decisioni. Le scelte che si compiono nelle Conferenze di servizio sono ovviamente anche atti politici, ma se l'atto politico si accompagna alla certezza di tutti consapevoli e perfettamente informati di tutti gli aspetti relativo a ciò che si sta decidendo, un passo non piccolo è automaticamente compiuto. In Piemonte avremo nel 2006 le Olimpiadi. Per arrivare a quella data le scelte da compiere sono moltissime, come sono tante le Conferenze di servizio da portare a termine. Chissà che non sia anche questo un modo per poter sperimentare, nella nostra Regione, questa innovazione. |
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