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 C'è chi frena sullo sviluppo
 
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(Dal Sole 24 Ore del 14 agosto 2000)

Nella legge 241 un ruolo di rilievo è riservato alla conferenza di servizi. I ripetuti interventi legislativi, che hanno progressivamente ampliato il dettato normativo, fanno comprendere la centralità dell'istituto all'interno della riforma globale del sistema amministrativo e gli sforzi per imporne un diffuso sviluppo a fronte delle difficoltà riscontrate nei primi anni di applicazione, a causa anche delle resistenze culturali e della scarsa collaborazione di alcuni apparati.

Per indire una conferenza di servizi il presupposto risiede nell'opportunità dell'esame contestuale di vari interessi pubblici e nella necessità di acquisire una pluralità di intese, di concerti, di nulla osta e di atti simili da parte di altri uffici. Di fronte a tali complessità procedurali, la semplificazione consiste, quindi, nell'istituire un tavolo comune tra le pubbliche amministrazioni dove formare l'atto amministrativo. La conferenza è facoltativamente convocata dall'ufficio competente in via prevalente o in via primaria (cosiddetta "amministrazione procedente") di propria iniziativa o su impulso del cittadino interessato.

A queste prime caratteristiche se ne aggiungono delle altre che principalmente attengono: alle procedure per l'acquisizione dell'assenso delle amministrazioni regolarmente convocate; alla possibilità della conclusione positiva del procedimento in presenza di motivati dissensi, comunicandoli, secondo i casi, al presidente del Consiglio, al presidente della Regione e ai sindaci; alla particolare tutela della salute dei cittadini e degli interessi pubblici ambientali, paesaggistici, territoriali, storici, artistici; alla possibilità dell'esame contestuale di interessi coinvolti in più procedimenti amministrativi tra loro connessi, in modo che in un'unica occasione possano essere risolte più questioni; a una serie di disposizioni specificatamente indirizzate alle grandi opere pubbliche, ai grandi impianti industriali e alla valutazione di impatto ambientale.

Il fondamento di questo insieme di disposizioni risiede nell'esigenza generale di utilizzare criteri di economia organizzativa e di ridurre i tempi e i costi dell'azione amministrativa. In via di principio, si può sostenere che con la conferenza di servizi vengono generalizzati istituti in precedenza limitati soltanto a casi specifici e si eliminano le difficoltà di intelligibilità nei rapporti di ufficio, limitando il ricorso ad atti interlocutori, ad atti di delucidazione e di sollecitazione.

In ogni caso, l'obiettivo, comune alle riforme avviate in questo ultimo decennio, rimane quello di giungere ad amministrazioni attive, collaborative ed intraprendenti, lontane dall'organizzazione del lavoro burocratico essenzialmente incentrato sulla progressiva lievitazione degli atti, in cui l'adozione di una decisione è solo il risultato statico della mera somma di carte presenti nei fascicoli d'ufficio.

Ignazio Portelli

 
   
   
 
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