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La rivoluzione tecnologica potrebbe approfondire le vecchie distanze
nell'accesso alle opportunità Nel suo libro "The New Renaissance, Computer and the Next Level of Civilization", Douglas Roberston sostiene che le trasformazioni della società indotte dalla diffusione dei computers e dalle tecnologie della comunicazione potrebbero risultare così grandi che "la differenza tra il ventesimo e il ventunesimo secolo potrebbe essere considerata maggiore di quella tra il ventesimo e il tredicesimo". Tuttavia molti studiosi ritengono che questa imponente rivoluzione possa escludere ampi strati sociali, quali le persone a basso reddito, gli studenti che non frequentano scuole di buon livello, i disabili e, entro certi limiti, le donne. Secondo il Ministero del Commercio degli Stati Uniti, le famiglie con un reddito annuo superiore ai 75.000 dollari (150 milioni di lire) hanno una probabilità di accesso a Internet 20 volte superiore a quella delle famiglie a basso reddito. Ma la possibilità di trarre pieno vantaggio dalla rivoluzione tecnologica va ben oltre il semplice accesso a Internet. La "digital divide" [che potremmo definire "divisione sociale indotta dalla diffusione di tecnologie digitali"] è anche una questione di differenze di grado di istruzione, di possibilità di accesso veloce, di maggiore capacità di utilizzo del computer nelle sue diverse applicazioni, di accesso al continuo progresso tecnologico e della fondamentale consapevolezza della potenzialità dei computer. Yolanda Comedy, analista politico del President's Information Techonology Advisory Committee (PITAC), sostiene che "la rivoluzione dell'informazione può rendere straordinariamente più acuti alcuni degli storici problemi di accesso alle opportunità". Alcuni leader politici e di governo hanno promosso e iniziato a sviluppare potenziali soluzioni per ridurre il gap creato dalla divisione digitale. Tuttavia alcuni psicologi ritengono necessari ulteriori studi per comprendere meglio l'impatto delle telecomunicazioni sulla società, al fine di assicurare soluzioni funzionali. Avere e non avere Più del 25% degli adulti sono funzionalmente analfabeti, e in quanto tali, incapaci di partecipare ai vantaggi di Internet. Allo stesso tempo, tra i gruppi di minoranza, il problema risulta essere la mancanza di contenuti su Internet relativi alla loro cultura e nella loro lingua. E anche tra le persone a basso reddito che hanno accesso a Internet, un problema fondamentale è la velocità di connessione. "Maggiori diventano i contenuti su Internet e più evidenti diventano i limiti di una connessione basata su cavi di tecnologia povera", sostiene Mark Lloyd, direttore esecutivo del "Civil Rights Forum on Telecommunications Policy di Washington. Gli esperti ritengono che le aree geografiche che non dispongono di reti di telecomunicazioni a larga banda avranno maggiori problemi. La crescita economica escluderà quelli che non saranno in grado di abilitare i propri lavoratori alla video conferenza. Le scuole dovranno consentire la connessione in rete di più che a qualche studente alla volta. Gli ospedali non saranno in grado di inviare immagini mediche agli esperti nel mondo come seconda opzione. E i computer lenti scoraggeranno tutti i tipi di conferenza telematica da casa. Comedy spiega però che "anche dove sono stati istituiti centri tecnologici pubblici, le persone devono imparare il valore dell'utilizzo di questi strumenti" e ritiene che le amministrazioni debbano promuovere campagne di alfabetizzazione per far sapere alle persone perché potrebbe essere utile investire tempo nell'apprendimento e che cosa l'accesso alle reti possa significare per loro. Un altro aspetto della divisione digitale è la bassa percentuale di minoranze e di donne che hanno una laurea (o master universitario) e che occupano posizioni dirigenziali nell'ICT. Questo significa anche che ci sarà un problema maggiore dal momento in cui il sistema di telecomunicazione diventa una parte più larga dell'economia e che poche persone di colore o donne sono coinvolte nella sua creazione o direzione, ovvero nella ricerca. E all'interno della scala professionale, il gap tra i gruppi che hanno e di quelli che non hanno le competenze tecnologiche richieste, potrebbe essere assai accelerato. Andy Carvin, professore associato alla Benton Foundation di Washington, che opera per l'utilizzo di pubblico interesse delle comunicazioni, sottolinea che "anche oggi, le aziende tecnologiche non riescono a soddisfare le loro richieste e che spesso persone appartenenti a minoranze non hanno l'esperienza per soddisfarle". Questo gap potrebbe allargarsi dato che quasi ogni tipo di lavoro richiede un certo tipo di abilità coi computer e le telecomunicazioni. Ridurre il gap La maggioranza delle persone che temono l'espansione del gap, credono anche però che le nuove tecnologie possiedano una grande capacità di ridurre le divisioni, sia nuove che vecchie, se c'è un esplicita assunzione del problema da parte della società civile. Il Presidente Clinton è uno di loro. A febbraio, annunciando alla Ballou High School di Washington una proposta nazionale per più cospicui fondi per affrontare i rischi della divisione digitale, Clinton ha sostenuto: "Abbiamo la possibilità di avere una grande uguaglianza nell'accesso alle opportunità in America, come mai era successo nella nostra storia". Molti sforzi sono finalizzati a dare il via al processo. I circoli informatici nelle comunità a basso reddito aiutano i giovani ad acquisire una buona "competenza". I centri tecnologici nelle aree a basso reddito forniscono macchine e personale di assistenza per formare le persone. Ford Motor Company e Delta Airlines hanno annunciato programmi per dare a tutti i loro dipendenti computer e accesso a Internet. Gli esperti ritengono che altre compagnie probabilmente seguiranno l'esempio. Nel campo della salute mentale, Ferald Goodman, psicologo, professore presso la Università di California, Los Angeles, sta sviluppando un progetto per l'introduzione a Internet per donne che stanno frequentando un programma di salute mentale. Lo staff mostrerà loro come raggiungere ed sfruttare un sito web sulla la comunicazione interpersonale. La speranza è che queste donne si collegheranno sia a Internet che a quel sito per avere aiuto in caso di problemi futuri. In più, il programma federale "E-rate" ha fornito miliardi di sussidi per connettere le scuole e le biblioteche a Internet. La formazione a distanza, sponsorizzata dalle università e da altre strutture, si sta espandendo rapidamente e diventerà probabilmente più conveniente. Gli esperti prevedono che i software per l'apprendimento diventeranno utili e attraenti quanto i programmi svolti da tutor privati. La recente proposta del Presidente Clinton si riferisce a nuovi fondi per centri tecnologici pubblici, per la promozione di applicazioni innovative in comunità scarsamente servite, per l'accelerazione di reti a larga banda e ad altri sforzi. Il ruolo della psicologia Queste iniziative prevedono molti nuovi ruoli per gli psicologi: gli osservatori di questa specializzazione ritengono che i programmi nazionali, per avere successo nella riduzione dei diversi tipi di divisione, debbano essere maggiormente approfonditi sugli aspetti psicologici. Jeff McIntyre dell'APA's Public Policy Office (Uffico per le Politiche pubbliche dell'American Psychological Association) , sostiene che: "Ci troviamo di fronte a un livello scarso di ricerca sulle barriere di accesso al bene-telecomunicazioni, che potrebbe rivelarsi il servizio più importante della nuova cultura. E non sappiamo nemmeno come rimediare alla situazione". Per esempio, il paese dovrebbe spingere per la "quantità", semplicemente in termini di un numero maggiore di persone connesse? Oppure si dovrebbe scegliere di sostenere la "qualità", in termini di accessi veloci, migliore istruzione, migliori contenuti e migliore formazione? O dovrebbe trattarsi di una combinazione tra le due soluzioni? Per sensibilizzare il Congresso su tali questioni, l'APA ha recentemente tenuto una riunione al Capitol Hill sulla necessità della ricerca e un seminario per ricercatori per il sostenimento di fondi per questi studi. In aggiunta alle ricerche per fare in modo che la gente si connetta, lo psicologo Larry D. Rosen, PhD, sostiene che la psicologia gioca un certo ruolo nel trattamento dello stress e delle paure che rendono la gente esitante nell'adottare tecnologie. Rosen, che ha studiato in diverse parti del mondo le reazioni delle persone alle tecnologia, ritiene che: "Dal momento che la tecnologia diventa sempre più complessa, le reazioni psicologiche comuni alla tecnologia giocano un ruolo sempre più importante. Noi possiamo dire alle persone: Sappiamo quello che provate. Ecco quello che potete fare per essere a vostro agio con la tecnologia e per farla lavorare per voi". Ma Goodman sostiene anche che, al fine di aiutare, anche la psicologia deve fare qualcosa per adattarsi. "Dobbiamo essere in grado di intervenire in merito ai problemi derivanti dalla resistenza delle persone alla tecnologia oppure creare programmi appositi per persone che la sottoutilizzano. Ma questa trasformazione culturale è rapida. Dobbiamo rispondere più in fretta di quando eravamo abituati, per essere utili" La National Science Foundation (NSF) sta sottolineando il ruolo critico della psicologia in relazione all'apprendimento. Il Direttore del NSF Rita Colwell crede che la più grande sfida della società nel tentativo di ridurre le divisioni, sia quella di creare un sistema di istruzione flessibile che permetta a ciascuno di tenere il passo con il progresso tecnologico. Ma per farlo, sostiene, "Dobbiamo prima comprendere cosa sia apprendimento". Ecco perché, spiega Colwell, NSF sta enfatizzando la scienza dell'apprendimento, affrontando molte aree tra cui le neuroscienze e la psicologia. Attraverso il nuovo programma di ricerca sull'apprendimento e la formazione, NSF sta richiedendo proposte di ricerca sull'attività della mente collegata all'apprendimento, capacità cognitive e percezione collegate all'apprendimento, influenze sociali sull'apprendimento, psicologia e fisiologia del linguaggio, percezione uditiva nel contesto dell'apprendimento e altre aree. "Crediamo nel potere della tecnologia dell'informazione di portare la più grande rivoluzione nell'istruzione che il mondo abbia mai conosciuto". D'altra parte però, lei sostiene che se non verrà prestata attenzione a che a ognuno venga garantita la tecnologia e le competenze, "questo stesso potere potrebbe diventare economicamente un fattore di esclusione.
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