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Metodo di lavoro Il metodo di lavoro del CCET è volto a favorire, in modo non centralista, le necessarie forme di cooperazione fra più attori istituzionali e sociali, portatori di competenze specifiche e titolari di un ruolo di merito per le attività del CCET stesso. Tra questi:
Il CCET intende operare in stretto rapporto con le Organizzazioni rappresentative degli Enti Locali come l'ANCI, l'UPI, il Coordinamento delle Regioni e con il Ministero per gli Affari Regionali. Un caso particolare è il rapporto con l'Autorità per
l'Informatica della PA (AIPA), che
sostiene, nel Piano Triennale 2000 2002: Inoltre, l'AIPA, in base ad un apposito protocollo d'intesa con il Presidente del Consiglio e con il Ministro della Funzione Pubblica (in qualità di Presidente della Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province autonome) sancito anche in sede di Conferenza, ha avviato un piano organizzato per la stipulazione di convenzioni con le Regioni per la realizzazione delle Reti Unitarie delle Pubbliche Amministrazioni a livello regionale (RUPAR) e per lo sviluppo di applicazioni cooperative. Queste convenzioni sono mirate a sviluppare forme di collaborazione connesse alla progettazione e sperimentazione delle reti unitarie delle Pubbliche Amministrazioni a livello regionale e l'interconnessione di queste con la RUPA nazionale, ma anche alla realizzazione di progetti comuni relativi all'erogazione di servizi mediante l'integrazione dei flussi informativi tra la Pubblica Amministrazione centrale e quella locale. Dato il ruolo centrale delle infrastrutture suddette e delle sperimentazioni nella costruzione di capacità di coordinamento a livello territoriale di iniziative finalizzate al massimo sfruttamento delle potenzialità offerte dalla Società dell'Informazione, il CCET avanzerà una specifica richiesta di collaborazione di merito con l'AIPA e con i Comitati Tecnico-Scientifici che guidano l'applicazione delle convenzioni in atto sulle RUPAR. Forma organizzativa La forma organizzativa che il CCET ritiene di assumere è reticolare, con il coinvolgimento diretto di competenze provenienti, in prima istanza, dalle fonti citate sopra e, in prospettiva, con la partecipazione di chiunque ritenga di saper proporre iniziative di interesse collettivo. La rete di competenze diffuse è una forma organizzativa leggera ed elastica, ma non per questo meno produttiva, che cerca di conciliare in modo non gerarchico gli interessi degli Enti coinvolti e degli incaricati che li rappresentano in prima persona. Quindi molti collaboratori, anche a tempo parziale, ognuno con un ben definito obiettivo (e eventuale responsabilità) legato alla produzione, in tempi concordati, di ricerche, analisi, osservazioni, documenti da proporre per arricchire il dibattito sulle modalità di intervento degli Enti Territoriali sulla Società dell'Informazione. Si farà un grande uso, inoltre, di strumenti telematici e di modalità di interscambio in rete, basandosi sulla posta elettronica e sulle tecniche di condivisione di documenti attraverso il sito web del CCET. I documenti saranno tendenzialmente redatti in forma ipertestuale, per favorire al massimo la possibilità di intervento e di approfondimento anche su singoli punti e per permettere la fruizione parziale del contenuto informativo degli oggetti in discussione, con una ricostruzione dei "discorsi" dipendente dagli interessi del lettore, e non prevista a priori dalla capacità dell'autore. Peraltro, con una forma di questo genere, l'autore diventa il collettivo dei partecipanti al dibattito, piuttosto che il tale estensore di una delle tante note scritte. (pagina aggiornata al 31/03/2000) |
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