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  1. Rapportarsi con la scuola (e gli atenei), migliorare e potenziare il piano per l'introduzione degli strumenti informatici per la didattica nelle scuole pubbliche, come previsto dal piano del M.P.I., avviando sperimentazioni concrete su dimensione locale sia sulla parte organizzativa e amministrativa che sulla parte inerente la funzione pubblica.
    Questo tipo di sperimentazione è stata avviata in Piemonte con uno specifico protocollo d'intesa firmato il 24 luglio scorso, per l'uso della rete unitaria della Pubblica Amministrazione piemontese al fine di collegare tutte le scuole pubbliche e private (non a fini di lucro), il Ministero della Pubblica Istruzione, tutti gli Enti Locali piemontesi, l'Università di Torino, il Politecnico di Torino e l'IRRSAE Piemonte.
    L'iniziativa, cui è dedicato un sito web specifico , intende:

    1. favorire investimenti nella scuola per generare una attenzione culturale al fenomeno delle nuove tecnologie;
    2. coinvolgere attraverso la scuola studenti, insegnanti, famiglie
    3. accelerare e dare fondamento agli sviluppi in atto nell'ambito della New-economy.

    Inoltre si intende contribuire ad accelerare il processo delineato nella Legge di riforma della Pubblica Istruzione e nel Documento strategico di programmazione (DOCUP) del Piemonte, per permettere ad un numero significativo di scuole di raggiungere un situazione ottimale di partecipazione all'innovazione possibile (sia del processo organizzativo ed educativo che nel "prodotto" come effetto sui discienti) dovuta all'uso delle tecnologie ICT.

    L'iniziativa è stata parzialmente (ma significativamente) finanziata dalla Fondazione CRT.

  2. Rendere e mantenere attivi il Web dedicato e le liste di discussione, da avviare con opportuno ambiente software che faciliti la vita ai moderatori e che non perda contributi anche sporadici (per evitare brutte esperienze come nel caso di un Ministero italiano). I moderatori possono essere uno per ogni argomento rilevante scelto tra cui, per esempio, lo Sportello Unico per le Imprese, i Piani Regolatori regionali, i problemi dell'organizzazione e del workflow, il ruolo delle reti civiche, ecc.

  3. Organizzare Seminari specialistici per l'approfondimento di tematiche particolari e per l'analisi di esperienze, anche non positive, da cui trarre indicazioni.

  4. Organizzare Presentazioni generali (per non addetti ai lavori in senso stretto) dei risultati delle attività, delle conclusioni dei seminari, dei documenti.

  5. Stimolare la produzione e diffusione di corsi e di courseware (anche in accordo con le strutture pubbliche e le associazioni di tipo privato che se ne occupano) per massimizzare la diffusione della capacità d'uso dei nuovi strumenti, la cui disponibilità è lentamente risolta dalla diminuzione dei prezzi di mercato ma ancora fortemente osteggiata dalla scarsa competenza nel loro utilizzo quotidiano

 

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(Pagina aggiornata al 15/09/2000)

 
   
   
 
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