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Stimolare un impegno politico
diretto da parte dei community leader per la Società
dell'Informazione, pur non avendo il CCET obiettivi propri di tipo
politico, è importante sollecitare impegni diretti da parte
degli Amministratori eletti, anche perché alcune decisioni
forti sono da assumere prima sul piano politico e poi da tradurre
in attività concrete sul campo.
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Costruire forum per piani di azione
locale: la nuova economia digitale e la centralità che
in essa assume il valore della conoscenza, richiede che le azioni
di singoli soggetti avvengano in un sistema di relazioni in grado
di condividere e valorizzare un progetto
comune per lo sviluppo di aree territoriali. È evidente
che gli Enti Territoriali possono e debbono muoversi come catalizzatori
delle energie, costruendo, grazie alle iniziative che si concertano
e si avviano a livello locale, la convinzione nei diversi interlocutori
che la sinergia è possibile, che ci
sono condizioni per una scommessa vincente che vada al di là
di un business plan fatto ed attuato solo per ritardare il declino.
L'impegno della PA, oltre a contribuire a sviluppare l'efficienza
e la qualità dei servizi direttamente erogati, è un
grande contributo alla diffusione della "cultura" della
società dell'informazione, sostenendo anche per questa via
il miglioramento della competitività delle imprese e di tutto
il territorio quale attrattore di nuovi investimenti ed iniziative
imprenditoriali.
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Stimolare
accordi territoriali per muovere risorse: al riguardo devono
essere definiti livelli di impegno politico-istituzionale, risorse
organizzative dedicate e disponibilità di investimenti, ma
non impegni ulteriori rispetto all'attuale disponibilità
degli Enti Territoriali, i quali contano di intervenire sul piano
economico sia in modo diretto, attraverso un opportuno indirizzamento
del Documento di programmazione, del FSE, delle attività
di formazione professionale, delle politiche territoriali, delle
committenze dirette legate ai propri ambiti istituzionali e di utenza,
sia anche in modo indiretto, orientando l'azione di Finanziaria
e di società pubbliche, di Fondazioni,
di soggetti coinvolgibili nella cooperazione pubblico - privato.
Particolare rilevanza per la realizzazione della Società
dell'Informazione hanno dimostrato di avere le intese, a livello
territoriale, fra soggetti pubblici ed operatori privati sia in
termini di concertazione di politiche che di costruzione di agenzie,
anche con il finanziamento dell'UE, per il trasferimento di tecnologie,
la promozione di quello specifico ambito territoriale o la accelerazione
di processi di diffusione di nuovi servizi o di infrastrutture.
In questo ambito grande è stato l'impegno profuso per progettare
e dare vita ai patti territoriali. Si tratta da parte degli Enti
Locali di riorientare
i propri sistemi informativi verso l'utenza esterna piuttosto
che verso quella interna agli enti stessi, introducendo i processi
di firma elettronica e di cooperazione in rete, spingendo con specifici
accordi il settore della distribuzione, il mondo delle imprese,
il settore del credito e delle assicurazioni a fare altrettanto.
Un processo di questa portata deve essere sostenuto su scala locale
da forti interventi delle Compagnie di Telecomunicazioni
e dei gestori dei canali broadcast. Questo è l'unico modo
di innescare il circolo virtuoso che, attraverso l'aumento dei servizi
disponibili, garantisce l'aumento dell'utenza che, a sua volta,
richiama ulteriori nuovi servizi.
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Costruire
strumenti operativi per fare e per diffondere: avviare con un
documento di programmazione e l'utilizzo mirato dei fondi comunitari
e nazionali significative azioni per sostenere sia la PA che le
PMI nell'adozione degli strumenti informativi adeguati a reggere
il confronto con economie più avanzate, con incentivi all'automazione,
con apposite società (per azioni o agenzie) per sostenere
e sviluppare l'accesso delle PMI a piattaforme e servizi dell'e-business,
favorendo contemporaneamente l'aggregazione ed il rafforzamento
di una forte offerta di ICT sul territorio. Sono da tempo in corso
concrete implementazioni in tal senso presso parecchie realtà
territoriali e di particolare significato sono le esperienza regionali,
molte delle quali sancite da specifiche convenzioni con l'AIPA.
A queste realtà deve essere assicurata quanto prima la connessione
con la RUPA e, in ambito locale, la possibilità di costituire
idonee agenzie dotate delle competenze tecniche e progettuali per
sostenere e diffondere un capillare processo di estensione della
Rete alle minori autonomie locali, assicurare la interconnessione
attraverso routing locale tra i diversi provider, la Pubblica Amministrazione,
le tratte internazionali, ecc (GIX).
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Sollecitare infrastrutture locali
(a livello regionale), dando un ruolo anche istituzionale alle reti
regionali unitarie (che cominciano ad esistere per davvero), inserendo
nei capoluoghi di regione una struttura operativa di interscambio
tra i service provider, per arrivare ad un attacco unico locale
di tutti i servizi, compresi quelli decentrati dello Stato e per
rendere davvero irrilevante la collocazione delle informazioni.
Anche per problemi squisitamente tecnici (problemi di peering),
è assai opportuno prevedere una struttura operativa a livello
regionale (le Regioni stesse o apposite agenzie) che garantisca
l'interscambio interno al proprio territorio fra tutti gli operatori
di TLC. Vanno inoltre adottate iniziative, azioni ed interventi
atti a garantire condizioni di accesso alla rete analoghe su tutto
il territorio regionale al fine di evitare ulteriori spinte all'emarginazione
ed all'impoverimento delle aree non metropolitane.
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Favorire
accordi con i provider (locali e nazionali) per utilizzare la deregulation:
è indispensabile che le Compagnie di Telecomunicazioni non
si limitino a fornire connettività ma entrino quali partners
attivi nella riorganizzazione interna dei loro clienti. riorganizzare
l'amministrazione pubblica significa renderla capace di collaborare
al suo interno, nelle sue diverse articolazioni, e verso l'esterno
coi suoi interlocutori. Affinché questo sia possibile, devono
innanzitutto essere disponibili le tecnologie abilitanti. Devono
essere utilizzate a pieno le infrastrutture di telecomunicazione
esistenti, eventualmente adeguandone le prestazioni in termini di
interoperabilità e trasporto ma soprattutto negoziandone
le condizioni economiche di accesso affinché gli interlocutori
dell'amministrazione possano con essa dialogare. A livello applicativo
e per certi aspetti a livello di interoperabilità la Pubblica
Amministrazione richiede livelli di sicurezza e specifiche caratteristiche
prestazionali che devono essere assicurate in sede di progettazione
logica della rete.
(Pagina aggiornata al 31/03/2000)
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