Centro di Coordinamento degli Enti Territoriali Forum per la Società dell'Informazione Barra del titolo
 
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 Piano 2000 - Obiettivi 2000 - Forum Locali
 
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  1. Stimolare un impegno politico diretto da parte dei community leader per la Società dell'Informazione, pur non avendo il CCET obiettivi propri di tipo politico, è importante sollecitare impegni diretti da parte degli Amministratori eletti, anche perché alcune decisioni forti sono da assumere prima sul piano politico e poi da tradurre in attività concrete sul campo.

  2. Costruire forum per piani di azione locale: la nuova economia digitale e la centralità che in essa assume il valore della conoscenza, richiede che le azioni di singoli soggetti avvengano in un sistema di relazioni in grado di condividere e valorizzare un progetto comune per lo sviluppo di aree territoriali. È evidente che gli Enti Territoriali possono e debbono muoversi come catalizzatori delle energie, costruendo, grazie alle iniziative che si concertano e si avviano a livello locale, la convinzione nei diversi interlocutori che la sinergia è possibile, che ci sono condizioni per una scommessa vincente che vada al di là di un business plan fatto ed attuato solo per ritardare il declino. L'impegno della PA, oltre a contribuire a sviluppare l'efficienza e la qualità dei servizi direttamente erogati, è un grande contributo alla diffusione della "cultura" della società dell'informazione, sostenendo anche per questa via il miglioramento della competitività delle imprese e di tutto il territorio quale attrattore di nuovi investimenti ed iniziative imprenditoriali.

  3. Stimolare accordi territoriali per muovere risorse: al riguardo devono essere definiti livelli di impegno politico-istituzionale, risorse organizzative dedicate e disponibilità di investimenti, ma non impegni ulteriori rispetto all'attuale disponibilità degli Enti Territoriali, i quali contano di intervenire sul piano economico sia in modo diretto, attraverso un opportuno indirizzamento del Documento di programmazione, del FSE, delle attività di formazione professionale, delle politiche territoriali, delle committenze dirette legate ai propri ambiti istituzionali e di utenza, sia anche in modo indiretto, orientando l'azione di Finanziaria e di società pubbliche, di Fondazioni, di soggetti coinvolgibili nella cooperazione pubblico - privato. Particolare rilevanza per la realizzazione della Società dell'Informazione hanno dimostrato di avere le intese, a livello territoriale, fra soggetti pubblici ed operatori privati sia in termini di concertazione di politiche che di costruzione di agenzie, anche con il finanziamento dell'UE, per il trasferimento di tecnologie, la promozione di quello specifico ambito territoriale o la accelerazione di processi di diffusione di nuovi servizi o di infrastrutture. In questo ambito grande è stato l'impegno profuso per progettare e dare vita ai patti territoriali. Si tratta da parte degli Enti Locali di riorientare i propri sistemi informativi verso l'utenza esterna piuttosto che verso quella interna agli enti stessi, introducendo i processi di firma elettronica e di cooperazione in rete, spingendo con specifici accordi il settore della distribuzione, il mondo delle imprese, il settore del credito e delle assicurazioni a fare altrettanto. Un processo di questa portata deve essere sostenuto su scala locale da forti interventi delle Compagnie di Telecomunicazioni e dei gestori dei canali broadcast. Questo è l'unico modo di innescare il circolo virtuoso che, attraverso l'aumento dei servizi disponibili, garantisce l'aumento dell'utenza che, a sua volta, richiama ulteriori nuovi servizi.

  4. Costruire strumenti operativi per fare e per diffondere: avviare con un documento di programmazione e l'utilizzo mirato dei fondi comunitari e nazionali significative azioni per sostenere sia la PA che le PMI nell'adozione degli strumenti informativi adeguati a reggere il confronto con economie più avanzate, con incentivi all'automazione, con apposite società (per azioni o agenzie) per sostenere e sviluppare l'accesso delle PMI a piattaforme e servizi dell'e-business, favorendo contemporaneamente l'aggregazione ed il rafforzamento di una forte offerta di ICT sul territorio. Sono da tempo in corso concrete implementazioni in tal senso presso parecchie realtà territoriali e di particolare significato sono le esperienza regionali, molte delle quali sancite da specifiche convenzioni con l'AIPA. A queste realtà deve essere assicurata quanto prima la connessione con la RUPA e, in ambito locale, la possibilità di costituire idonee agenzie dotate delle competenze tecniche e progettuali per sostenere e diffondere un capillare processo di estensione della Rete alle minori autonomie locali, assicurare la interconnessione attraverso routing locale tra i diversi provider, la Pubblica Amministrazione, le tratte internazionali, ecc (GIX).

  5. Sollecitare infrastrutture locali (a livello regionale), dando un ruolo anche istituzionale alle reti regionali unitarie (che cominciano ad esistere per davvero), inserendo nei capoluoghi di regione una struttura operativa di interscambio tra i service provider, per arrivare ad un attacco unico locale di tutti i servizi, compresi quelli decentrati dello Stato e per rendere davvero irrilevante la collocazione delle informazioni. Anche per problemi squisitamente tecnici (problemi di peering), è assai opportuno prevedere una struttura operativa a livello regionale (le Regioni stesse o apposite agenzie) che garantisca l'interscambio interno al proprio territorio fra tutti gli operatori di TLC. Vanno inoltre adottate iniziative, azioni ed interventi atti a garantire condizioni di accesso alla rete analoghe su tutto il territorio regionale al fine di evitare ulteriori spinte all'emarginazione ed all'impoverimento delle aree non metropolitane.

  6. Favorire accordi con i provider (locali e nazionali) per utilizzare la deregulation: è indispensabile che le Compagnie di Telecomunicazioni non si limitino a fornire connettività ma entrino quali partners attivi nella riorganizzazione interna dei loro clienti. riorganizzare l'amministrazione pubblica significa renderla capace di collaborare al suo interno, nelle sue diverse articolazioni, e verso l'esterno coi suoi interlocutori. Affinché questo sia possibile, devono innanzitutto essere disponibili le tecnologie abilitanti. Devono essere utilizzate a pieno le infrastrutture di telecomunicazione esistenti, eventualmente adeguandone le prestazioni in termini di interoperabilità e trasporto ma soprattutto negoziandone le condizioni economiche di accesso affinché gli interlocutori dell'amministrazione possano con essa dialogare. A livello applicativo e per certi aspetti a livello di interoperabilità la Pubblica Amministrazione richiede livelli di sicurezza e specifiche caratteristiche prestazionali che devono essere assicurate in sede di progettazione logica della rete.

(Pagina aggiornata al 31/03/2000)

 
   
   
 
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