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L'obiettivo principale del Centro di Coordinamento degli Enti
Territoriali è l'impulso alla realizzazione di accordi territoriali
per la diffusione di un uso consapevole delle tecnologie dell'informazione
e all'adozione di scelte organizzative che le sfruttino al meglio.
Gli scopi del CCET, quindi, non riguardano la Società dell'Informazione
in senso generale ma il ruolo degli Enti Territoriali, come oggetti
degli effetti della stessa e come soggetti promotori degli effetti
che un approccio corretto alla diffusione della capacità d'uso
degli strumenti e delle tecnologie dell'informazione possono indurre
sulla vita dei cittadini.
In questo senso, gli scopi sono sintetizzabili in quattro punti:
-
individuare modelli organizzativi
e modalità operative, partendo dalle best-practice individuate;
-
promuovere concretamente, sul territorio,
l'adozione degli accordi territoriali a più livelli (regionale
ma anche intercomunale);
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progettare un sistema di incentivi
(non necessariamente finanziari ma di stimolo all'emulazione ed
al raggiungimento dei risultati migliori) che incoraggi la realizzazione
degli accordi territoriali;
-
progettare servizi (informativi,
di supporto, ecc.) per facilitare l'adozione del piano da parte
degli enti territoriali, per esempio con informazioni e documenti
di supporto all'autoformazione permanente online.
Le azioni possibili, che sono il risultato dell'attività di
ricognizione fin qui svolta, sono raggruppate in cinque gruppi,
come descritto dal seguente schema di classificazione:
-
Azioni direttamente riguardanti
la costruzione di forum locali per piani
di azione significativi localmente, per stimolare accordi territoriali,
per costruire strumenti operativi, per sollecitare infrastrutture
anche con accordi con i provider di Telecomunicazioni (locali e
nazionali), attraverso anche la sollecitazione di un impegno politico
diretto dei community leader.
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Azioni riguardanti le comunità
locali, promuovendone l'organizzazione, sostenendo, ove esistano,
o favorendo la costituzione di Reti civiche, diffondendo accessi
a Internet ovunque ci siano momenti di aggregazione, stimolando
gli utenti a produrre contenuti, costruendo gli strumenti per la
progettazione cooperativa del territorio.
-
Azioni di
stimolo verso la riforma della PA a partire
dalle reali esigenze dell'utenza, con le tecnologie dell'informazione
al centro della riforma stessa, il reindirizzamento della spesa
pubblica e, in cooperazione con lo Stato, il ridisegno dei Sistemi
informativi, insieme alla formazione dei pubblici dipendenti.
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Azioni inerenti gli strumenti,
con la diffusione dell'accesso alla rete su ogni posto di lavoro,
con il trasporto delle informazioni essenziali su supporto digitale,
con l'integrazione degli archivi interni ai grossi enti e tra EE.LL.
al fine di costruire una base operativa per l'interscambio informativo.
La diffusione degli strumenti e delle capacità va eseguita
in modo da poter essere misurata attraverso obiettivi operativi
concreti ed attraverso il monitoraggio dei processi di trasformazione
indotti.
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Azioni relative alla diffusione
della cultura della Società dell'Informazione, mediante
un rapporto diretto con la scuola (e con gli atenei), mediante produzione
di corsi e di courseware, mantenendo attivi il Web dedicato alle
iniziative del CCET e le liste di discussione. La diffusione prevede
anche l'organizzazione di seminari di discussione e di presentazioni
di progetti di interesse.
In questa fase, le singole azioni sono descritte in modo sintetico
nelle pagine linkate poco sopra. In prospettiva ognuna di esse, anche
se con tempestività non uniforme, sarà precisata ed
approfondita con una scheda dedicata.
Nell'arco del 2000 il CCET ha contribuito in particolare alla definizione
ed all'avvio di attività relative alla 5°
linea d'azione definita sopra, stimolando e sostenendo la sperimentazione
(avviata in Piemonte con uno specifico protocollo
d'intesa firmato il 24 luglio scorso) dell'uso della rete unitaria
della Pubblica Amministrazione piemontese per collegare tutte le scuole
pubbliche e private (non a fini di lucro), il Ministero della Pubblica
Istruzione, tutti gli Enti Locali piemontesi, l'Università
di Torino, il Politecnico di Torino e l'IRRSAE Piemonte. All'iniziativa
è dedicato un sito
web specifico.
Nell'immagine che segue è fornito un grafico che riporta:
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i cinque gruppi sopra elencati e
la loro articolazione in azioni relativamente più semplici,
così come anticipato rapidamente sopra, rappresentate in
rettangoli. I cinque gruppi sono rappresentati come aree arrotondate
che racchiudono il proprio titolo e le azioni-rettangoli che competono
loro;
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i legami che sottolineano alcune
affinità ed alcuni collegamenti tra le singole azioni stesse,
che vanno viste come un insieme di attività coordinate e,
in qualche caso, strettamente collegate fra di loro e non isolate
né completamente indipendenti;
-
i titoli delle quattro linee di progetto
possibili (descritte nel merito fra le attività
per il 2000), riportati in grassetto sul lato destro al centro
del grafico, all'interno di figure rettangolari con gli angoli smussati.
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